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 In concerto1... di Goran
 
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Ieri sono andato in un cantiere, non cantava nessuno.

Ettore Petrolini
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Goran (del 20/06/2010 @ 16:07:57, in generale, linkato 81 volte)


Leggo sul Brasile, e un po’ su tutti i paesi americani nord-sud, di rapine omicidi, bande di spacciatori, regolamento di conti. Paradisi naturali trasformati in inferno dagli uomini. Mi chiedo perche’ con una certa rabbia, e mi accorgo che piano piano il mondo che conoscevo sta diventando a me sconosciuto. Le regole che sono state valide per migliaia di generazioni oggi non valgono piu’. Sta succedendo anche da noi, piano piano, e non ce ne rendiamo quasi conto
Le persone normali non osano avventurarsi di sera in un parco pubblico. C'è il rischio di essere aggrediti da branchi di giovanissimi, armati di catene, di coltelli, di armi fatte in casa, se non addirittura di rivoltelle. Aggrediti e uccisi. L'omicidio, l'uso delle droghe, le aggressioni, le violenze e i vandalismi sono all'ordine del giorno. E non succedono soltanto di notte nei parchi, ma anche alla luce del giorno per strada, nelle scuole, sui campi sportivi.
Un parco è fatto per divertirsi e riposarsi, non per venire aggrediti. Quanto a rischiare addirittura di essere uccisi...
Polizia ne abbiamo e tribunali, anche. Ma non sono mai sufficienti.
Delinquente minorile è una contraddizione in termini; definisce solo il problema del soggetto e la sua incapacità a risolverlo.
Avete mai allevato un cucciolo?
E siete riusciti a insegnare loro la creanza?
Quando il tuo cucciolo faceva uno sbaglio, vi arrabbiavate?
No,ovviamente, non lo faceva mica apposta, era solo un cucciolo.
E allora lo sgridavate, gli facevo mettere il naso dentro e gl.i davate una leggera sculacciata
Però lui non poteva capire, ma poteva capire dal tono che eravate arrabbiati con lui.
Ma perchè sculacciarlo, se lo avete già rimproverato?
Lo si rimprovera perché sappia che ha fatto un guaio, lo si obbliga a metterci il naso dentro perché sappia di che guaio parlate, e lo si sculaccia perché si guardi bene dal farlo un'altra volta, e bisogna farlo subito! Non serve a niente punirlo dopo un certo tempo, si riesce solo a confondergli le idee. E anche ad arrivare in tempo, non gli basta una sola lezione per imparare. Bisogna stare attenti, ripescarlo sul fatto e sculacciarlo anche più forte. Poi, un po' alla volta, capisce. Ma se uno si limita a sgridarlo, perde il suo tempo e non conclude niente.
 
Ma torniamo ai delinquenti minorili. I più accaniti sono in media i piu’ giovani, e spesso iniziano la loro carriera di fuorilegge in età ancora più tenera. Teniamo presente quel cucciolo. Dunque, spesso questi ragazzi vengono acciuffati. La polizia ne arrestava a frotte ogni giorno.
Vengono sgridati? Sì, e spesso in modo caustico. Vengono messi, per così dire, col naso dentro? Raramente. Il loro nome viene in genere tenuto segreto, perché in molti posti la legge ordina così per i criminali sotto i diciotto anni in nojme della privacy. Vengono sculacciati ben bene? Neanche per sogno! Molti non avevano mai preso una lezione del genere nemmeno da bambini, dato che è diffusa la convinzione che le punizioni corporali causano a un bimbo un danno fisico permanente.
A scuola, le punizioni corporali sono proibite dalla legge.
Ora, mentre un giudice dovrebbe essere incline alla benevolenza per quanto riguarda la finalità della pena inflitta, la pena in sé dovrebbe causare una sofferenza al colpevole, altrimenti la punizione viene a mancare.
Il dolore fisico è il meccanismo base che è andato formandosi in noi in milioni di anni di evoluzione, e che ci avverte quando qualcosa minaccia la nostra sopravvivenza. Perché la società dovrebbe rifiutare un meccanismo di sopravvivenza così altamente perfezionato?
Eppure, in questo periodo é appesantito da una quantità incredibile di credenze pseudo-psicologiche. Cosa accadrebbe se un cucciolo venisse picchiato ogni ora?... Probabilmente diventerebbe rabbioso!
Probabilmente. Quello che è certo è che non imparerebbe niente.
Tornando a quei giovani criminali, probabilmente da bambini non avevano mai preso botte sacrosante.
Di solito si procede così. Alla prima mancanza grave, un ammonimento e una sgridata senza nemmeno il processo.
Dopo diverse mancanze gravi una sentenza di reclusione, generalmente sospesa, per affidare i più giovani alla tutela di qualcuno.
Un ragazzo può venire arrestato e processato diverse volte prima di essere punito, e la punizione é la semplice reclusione insieme ad altri come lui, dai quali spesso impara a commettere crimini anche peggiori.
Se durante il periodo trascorso in una casa di correzione si comporta benino, può sfuggire perfino a quella condanna mite e ottenere la libertà sorvegliata, oppure venire mandato in licenza premio. Questo incredibile stato di cose può durare per anni,e intanto i suoi crimini aumentavano di numero e di violenza, senz'altra punizione tranne qualche noioso e inutile soggiorno in uno di quegli istituti di reclusione. Poi, all'improvviso, e per legge, esattamente il giorno del suo diciottesimo compleanno, questo cosiddetto delinquente minorile diventava un criminale adulto, e spesso, nel giro di qualche settimana o di qualche mese, finisce nella cella della morte ad aspettare l'esecuzione.
Supponiamo che vi foste limitati a sgridare il vostro cucciolo, che non l'aveste mai punito, che gli aveste permesso di sporcare per tutta la casa, e di tanto in tanto l'aveste chiuso in una cuccia in giardino, per poi lasciarlo libero di nuovo con l'avvertimento di non sporcare più.
Poi un bel giorno vi fossi accorti che ormai era un cane adulto, ma che ancora non aveva imparato la buona creanza, e di conseguenza foste andato a prendere il fucile e gli avessi sparato. Non sarebbe forse la maniera più assurda di educare un cane?
Lo stesso vale per un bambino. Di chi sarebbe stata la colpa? Vostra, immagino.
perché non danno le botte ai bambini a tempo opportuno e non somministrano una buona lezione ai più grandi che le meritano, una lezione di quelle che non si dimenticano?
Naturalmente, parlo di quelli che commettevano mancanze proprio gravi.
Perché no?
Forse lo giudicano troppo semplice, visto che è alla portata di tutti e che basta impiegare solo la pazienza e la fermezza necessarie a istruire un cagnetto.
A volte mi sono chiesto se non ci compiaciamo addirittura di alimentare il disordine a forza di psicologia sballata, ma è improbabile. Quasi sempre gli adulti agiscono in nome di motivi nobili, qualunque sia la loro condotta.
Neanche a me piaceva essere sculacciato, come non piace a nessun bambino, ma quando me le meritavo, mia madre me le suonava, eccomel L'unica volta che ricevetti una sberla a scuola, ne buscai un'altra appena arrivai a casa. Però io non mi aspetto certo di essere trascinato davanti a un giudice e condannata alla galera a vita. Se uno si comporta bene, queste cose non gli capitano. Vedo qualcosa di sbagliato nel nostro sistema. Non potere uscire di casa per paura di rimetterci la pelle. Questo sì che è orribile!
Forse l’errore parte dal principio che l'uomo possiede un istinto morale.
Invece abiamo una coscienza coltivata, una coscienza molto bene coltivata. Ma l'uomo non ha istinto morale. Per lo meno, non l'ha innato. Io non l'avevo, e un cucciolo non ce l'ha. Noi acquisiamo il senso morale, quando l'acquisiamo, attraverso l'esercizio, l'esperienza, e il lavoro della mente.
Quegli sfortunati delinquenti minorili ne sono sprovvisti dalla nascita, proprio come noi, e non hanno mai la possibilità di acquisirlo: le loro esperienze non glielo consentono. Cos'è il senso morale? È un'elaborazione dell'istinto di conservazione, dell'istinto di sopravvivere che, quello sì, è insito nella natura umana. Ogni altro aspetto della nostra personalità deriva da lì. Tutto quello che contrasta con l'istinto di conservazione riesce prima o poi a eliminare l'individuo, e quindi scompare nelle generazioni che seguono. Questa verità è matematicamente dimostrabile, verificabile ovunque: è l'eterno imperativo del singolo che controlla tutto quanto facciamo.
Ma l'istinto di sopravvivenza può essere convogliato verso motivi molto più profondi e complessi del cieco impulso del singolo individuo a restare in vita. quello che  erroneamente definiamo istinto morale è la verità che le persone più anziane hanno continuato a istillarci, e cioè il concetto che la sopravvivenza può avere imperativi più forti di quello del personale istinto di conservazione.
"Uno di questi imperativi, per esempio, è la sopravvivenza della tua famiglia. O dei tuoi figli. O della tua nazione, se riesci a innalzarti di tanto sulla scala degli imperativi. E così via, allargando sempre il campo. Una teoria della morale che sia veramente scientifica, deve avere radici nell'istinto di sopravvivenza di ogni individuo, e unicamente in quello! E deve descrivere correttamente la gerarchia della sopravvivenza, notare le motivazioni a ciascun livello, rivolgere tutti i conflitti.
 Ma tutti i problemi morali possono essere illustrati da una citazione: Nessun uomo può amare più di una gatta che muore per difendere i suoi gattini. Una volta capito il problema che la gatta deve affrontare, e il modo in cui l'ha risolto, sarete in grado di esaminarvi da voi e capire fino a che punto della scala morale siete capaci di arrampicarvi.
Questi delinquenti minorili si sono fermati al gradino più basso. Nati con l'istinto di conservazione, come tutti, la più alta moralità che riescono a raggiungere è una specie di vacillante lealtà verso un gruppo di loro pari. Ma i benpensanti tentano di fare appello ai loro sentimenti migliori, di toccare i loro cuori, di risvegliare il loro senso morale. Sciocchezze! Quelli non hanno sentimenti migliori. I cuccioli non avevano avuto sculacciate tempestive, e di conseguenza tutto quello che fanno con piacere e buona riuscita per loro stessi è morale.
  "La base di ogni moralità è il dovere, un concetto che ha con la collettività la stessa relazione che l'egocentrismo ha con l'individuo. Nessuno predicò il dovere a quei ragazzi, in un linguaggio che potessero intendere, e cioè per mezzo di sonori ceffoni. Invece, la società in cui vivono parla loro incessantemente dei loro diritti. E i risultati avrebbero dovúto essere facilmente prevedibili, dato che un essere umano non ha diritti naturali di nessun genere."
 Ah, sicuro, i diritti inalienabili! Splendido brano di poesia. Diritto alla vita? Quale diritto alla vita ha un uomo che sta annegando nel Pacifico? L'oceano non ascolta le sue invocazioni. Che diritto alla vita ha un uomo che deve morire se vuole salvare i suoi figli? E se sceglie di salvare la propria vita, lo fa in nome del diritto? Se due uomini stanno per morire di fame, e l'unica alternativa al morire di fame è il cannibalismo, a quale dei due spetta di mangiare l'altro perché il suo diritto a vivere è inalienabile?
E si tratta proprio di un diritto? Quanto alla libertà, gli eroi che la conquistarono giocarono la loro vita per acquistare la libertà. La libertà non è mai inalienabile; deve essere riscattata di regola col sangue dei parioti, altrimenti sfuma inevitabilmente.
Di tutti i cosiddetti diritti umani inalienabili, la libertà è quella che ha meno probabilità di essere acquistata a buon mercato, e non è mai gratuita.
E la ricerca della felicità? Sarà anche inalienabile, ma non è un diritto. È semplicemente una condizione universale che i tiranni non possono sottrarre e i patrioti non possono riscattare. Gettatemi in un carcere sotterraneo, legatemi al palo del supplizio, incoronatemi re dei re, e io posso ugualmente inseguire la felicità fin tanto che mi resta un alito di vita. Ma né gli dei, né i santi, né i sapienti, né i maghi potranno assicurarmi che la raggiungerò.
Perciò delinquente minorile è una contraddizione in termini. Delinquente significa mancante ai propri doveri. Ma il dovere è una virtù da adulti, e infatti un giovane diventa adulto quando acquista il concetto di dovere, e lo pone prima dell'amore per sé stesso, istinto con cui è nato. Non ci fu mai né ci potrà mai essere un vero delinquente minorile. Ma poiché la definizione è questa, diremo che per ogni ragazzo delinquente ci sono sempre uno o più delinquenti adulti, persone che hanno raggiunto la maggiore età, che non sanno qual è il loro dovere, o non l'hanno capito, o che sapendolo e avendolo capito, hanno fallito.. I cittadini di questo periodo esaltano la loro mitologia dei diritti e perdono completamente di vista i loro doveri. Nessuno stato così costituito può durare.
 

 

 
Di Goran (del 11/06/2010 @ 20:29:17, in generale, linkato 114 volte)
 

Nel film "Matrix", L'agente Smith, affermava ad un certo punto, che l'umanità' è una malattia del pianeta. Un'infezione mortale che succhia le risorse, distrugge il proprio Abitat, compresi i propri simili, e che andrebbe sterminata come una colonia di batteri patogeni pericolosissimi.
Farsi una passeggiata su una spiaggia libera, e percio'  "Pubblica", chiarisce immediatamente il concetto. Bottiglie di plastica, vetri rotti, sacchetti dell'immondizia abbandonati. Tutto a pochi metri dal cassonetto. Per quanto mi sforzi, non riesco a comprendere l'idiozia di questo comportamento. Forse il pensiero è che siccome non è mio, chissene frega!. Qualcuno pulirà.
Se non e' mio, chissenefrega anche del monumento storico. Ci incido nel marmo, che amo Maria.
Magari mi firmo con lo spray nero anche sul muro di un condominio, o di una piazza, o sulle fiancate di un treno.. tanto chissenefrega non è mio. 
Se vado a votare  senza le idee chiare, ma solo perche'  quello li' lo vedo sempre in televisione.. e chissenefrega non e' colpa mia se poi va tutto a scatafascio. In fin dei conti non è mica roba mia.
Anzi, l'anno prossimo ho tutto il diritto di bestemmiare quell'idiota che ha lasciato i cocci di bottiglia sulla spiaggia dove mio figlio si e' tagliato, o stupirmi perche' mia figlia non trova lavoro, il paese va a scatafascio e stiamo diventando un paese del terzo mondo. A casa mia.. finche' avrò la fortuna di avere una casa, con questo governo votato da incoscienti, sei pregato di toglierti le scarpe e metterti le pattine. Non hai idea la fatica che si fa a tenere pulito.
 
Di Goran (del 19/05/2010 @ 18:30:26, in generale, linkato 75 volte)

Usigrai e Fnsi difendono ancora Rainews 24, ieri oggetto di un black out a causa dello spostamento dal multiplex 3 a quello uno del digitale terrestre e invitano l'azienda a scusarsi con il canale e con il pubblico. "La Rai deve chiedere scusa ai telespettatori per l'oscuramento di fatto del canale Rainews24.

 Ma la Rai deve chiedere anche scusa ai giornalisti e ai dipendenti di Rainews24 la cui protesta è stata definita 'inaccettabile' e 'pretestuosa' dal Direttore Generale e dal Consiglio di Amministrazione",

ha ribadito il Segretario dell'Usigrai Carlo Verna nel corso della conferenza stampa che si è svolta oggi a Saxa Rubra. Il CdR di Rainews24 ha denunciato il forte calo degli ascolti (-70% circa) provocato dal disservizio e ha annunciato che l'incontro di conciliazione fissato per domani sarà una pura formalità e lo sciopero del 31 maggio sarà confermato. "Da tempo - ha detto Roberto Natale, presidente della Fnsi - aspettavamo di sentire dal Direttore Generale Mauro Masi la parola 'inaccettabile' su quanto accade in Rai e intorno alla Rai. Ieri lo abbiamo sentito però rivolto ai colleghi di Rainews24, che invece vanno ringraziati per il loro lavoro e la loro passione". "Non resteremo a guardare - ha assicurato il Segretario della Fnsi Fanco Siddi -.
Rafforzare Rainews24 è la premessa per garantire la libertà di informazione. La Rai deve dare al canale all-news mezzi e risorse adeguati. Il mercato del futuro è quello delle all-news - secondo il Segretario dell'Associazione Stampa Romana Paolo Butturini -. Siamo certi che l'oscuramento sia stato solo un errore visto che la partita della pubblicità si gioca proprio sull'informazione?". L'Usigrai e il Cdr di Rainews24 organizzeranno nei prossimi giorni una manifestazione per consegnare al Direttore Generale della Rai le migliaia di e-mail dei telespettatori che da ieri inondano il sito di Rainews24 per denunciare il disservizio e i tantissimi attestati di sostegno che giungono dalla società civile.
 
Di Goran (del 19/05/2010 @ 17:23:13, in generale, linkato 72 volte)
DIGITALE: IN PREPARAZIONE PRIMA CAUSA AL GIUDICE DI PACE PER AVERE INDIETRO IL COSTO DEL DECODER
UN CITTADINO ROMANO SI RIVOLGE AL CODACONS PER AVERE UN RIMBORSO OPPURE OTTENERE UNO SCONTO SUL CANONE RAI

Una causa al Giudice di pace per avere indietro quanto pagato per il decoder, indispensabile per il passaggio al digitale terrestre. La annuncia oggi il Codacons, al quale si è rivolto un cittadino della capitale, costretto ad acquistare l'apparecchio per poter vedere tutti i canali televisivi. L'utente in questione - spiega l'associazione - in sostanza non ha avuto scelta: o acquistava il decoder, o doveva rinunciare alla possibilità di vedere Raidue e Rete4. Considerando tale passaggio una imposizione coatta, oltre che una lesione dei propri diritti di abbonato Rai che regolarmente ha pagato il canone per la visione dei tre canali della rete di Stato, ha deciso di rivolgersi al Codacons per ottenere tutela. L'associazione ha deciso di assisterlo e annuncia quindi la prima causa dinanzi al Giudice di pace di Roma relativa al digitale terrestre. "Citeremo in giudizio il Ministero delle comunicazioni e la Rai - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - chiedendo la restituzione dei 49,90 euro pagati dall'utente per l'acquisto del decoder o, in alternativa, uno sconto di equivalente importo sul canone Rai per il prossimo anno'. "Qualora la causa dovesse avere esito positivo - conclude Rienzi - avvieremo migliaia di azioni simili a tutela dei cittadini, e a tal fine invitiamo tutti gli utenti a conservare le ricevute dei decoder acquistati'.
(ma una domanda.. :"Sbaglio o e' il fratello del premier che li fabbrica in Italia??)
 
Di Goran (del 25/01/2010 @ 18:22:21, in generale, linkato 176 volte)


Buongiorno di Massimo Gramellini  (da La Stampa 21/1/2010)
IL PIU' GRANDE
Leggo e rileggo la lista dei cinquanta italiani
illustri che da ieri si contendono su Raidue il televoto dei loro connazionali e
rimango allibito.
Lui non c´è. Ma com´è possibile? Quale autorevolezza potrà mai
avere un referendum sul più grande italiano di sempre che non contempli il più
grande presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni, migliore persino di De
Gasperi? Nella griglia dei finalisti c´è Garibaldi, e va bene. C´è Fiorello, e
ci mancherebbe. Ci sono addirittura due Mazzini (Giuseppe, patriota, e Mina,
cantante). E non si è trovato uno strapuntino per quel gigante del pensiero
(anche se non di statura)?

Nessuno può vantare una storia di successo così
fulminante e, a suo modo, romantica. La cavalcata inarrestabile di un
imprenditore innovativo - un uomo del fare - che in un momento difficile della
storia patria decide di lasciare la sua azienda per scendere in campo. Un po´
cascamorto con le donne, ammettiamolo. E abbastanza spregiudicato nelle
frequentazioni. Ma vitale, vivaddio! Lavoratore instancabile, capace di
conservare il potere nonostante l´ostilità di una nomenclatura ancorata ai
propri privilegi e malgrado i rapporti non facili con il capo dello Stato. Qual
è la causa di questa discriminazione inconcepibile? Forse la sua provenienza dal
Nord produttivo e operoso, di cui può considerarsi a buon diritto il campione? O
la sua appartenenza al centrodestra, mentre la Rai - si sa - è in mano ai
comunisti?

Scusate lo sfogo, ma è davvero una vergogna che
abbiano lasciato fuori uno come Cavour.

 
Di Goran (del 07/01/2010 @ 15:29:37, in generale, linkato 212 volte)


Il mondo del Capitale è il mondo della contraddizione che nessun moralista potrà riformare. Vale più un addetto alle pulizie che un banchiere.
E' la conclusione della ricerca elaborata dalla New economics foundation (Nef), un gruppo di 50 economisti.

Il Nef ha calcolato il valore economico di sei diversi lavori, tre pagati molto bene e tre molto poco. Un'ora di lavoro di addetto alle pulizie in ospedale, ad esempio, crea dieci sterline di profitto per ogni sterlina di salario. Al contrario, per ogni sterlina guadagnata da un banchiere, ce ne sono sette perdute dalla comunità. E inoltre i banchieri sono i responsabili di campagne che creano insoddisfazione, infelicità e istigano al consumismo sfrenato.

Un altro esempio è quello della comparazione tra un operatore ecologico e un fiscalista. Il primo contribuisce con il suo lavoro alla salute dell'ambiente grazie al riciclo delle immondizie, il secondo danneggia la società perché studia in che modo far versare ai contribuenti meno tasse. La ricerca, infine, smonta anche il mito della grande operosità di chi ha lavori ben retribuiti e di grande prestigio: chi guadagna di più, conclude il Nef, non lavora più duramente di chi è pagato poco.

 
Di Goran (del 27/12/2009 @ 08:42:23, in generale, linkato 302 volte)


In collegio erano vietate tre cose: Fumare, bere alcolici, scappare in città senza permesso. Vabbe' era sottinteso che se non ti facevi trovare con i giornaletti porno nell'armadietto, era meglio... Ma i gesuiti su questo erano abbastanza comprensivi. Non per nulla erano tutti grandi intellettuali e gente pratica.
Mia madre fumava, e cosi' mio padre, ma io la prima sigarettta la ebbi da un ragazzo della quarta sezione (quella dei liceali, che avevano la loro camera singola ed il permesso di fumare).
Mi rigiravo questo cilindretto in mano, pregustando chissà quali piaceri. Del resto, i condannati a morte chiedevano l'ultima sigaretta, e cosi' anche gli eroi del vecchio West primqa di un duello.. Doveva essere una cosa buonissima. Quando di nascosto la accesi ebbi una terribile delusione. Che schifo!. Tosse, sapore amarissimo, catrame sulla lingua. Ma il piccolo demone nel mio cervello insisteva sul fatto che sarei diventato grande e rispettato, solo se avessi imparato a succhiare quel cilindretto malefico.
Devo avere un grande fisico senza dubbio. Ho resistito per Quaranta anni esatti da quella prima sigaretta, senza mai smettere.
Ora pero' è l'ora. Non perche' il piccolo demone sia morto o abbia smesso di ripetere:"Tu vuoi fumare!!", ma perche' non gli dò piu' retta.
Facevo fatica a cantare, a ricordare i testi, a stare felicemente su di un palco. Tutto colpa del fumo.
Il piccolo demone ha fatto un errore di troppo.. ha attaccato la mia unica vera grande passione: "La Musica".
: - )


 
Di Goran (del 22/12/2009 @ 08:42:05, in generale, linkato 212 volte)


Era cinquant'anni fa.
I miei nonni materni contadini. La casa in terra battuta, scaldata dalla stufa alimentata coi tutoli del granturco.
Tanti bambini. Cuginetti e amici. Dopo la cena si attendeva frementi la mezzanotte. Già il fatto di essere svegli a quell'ora, per noi bambini era un evento speciale.
Poi poco prima dello scadere dell'ora fatidica, ci vestivano con berretti e sciarpe, e davano ad ognuno di noi una candela gialla di sego.
Si usciva nell'aia dietro il Patriarca, il Nonno, che apriva la processione cantando.
Ricordo il freddo. Il manto di neve che scricchiolava sotto i nostri piccoli passi. Il buio della grande Aia contadina, rischiarata solo dalle piccole fiammelle delle candele.
Si entrava nella stalla, con le mucche ed i cavalli da tiro, poi  vicino al pollaio ed ai maiali, infine nel granaio e nella cucina estiva, sempre cantando.
Quando rientravamo infreddoliti in casa, ci attendeva una sorpresa.
La nonna aveva nel frattempo coperto il pavimento della cucina con uno strato di paglia, per ricordare la greppia dove nacque Gesu', e vi aveva gettato soldini, e noci. Qualche piccola arancia.
Quelli erano i nostri regali.
Quando finalmente mi addormentavo dopo tutta quella eccitazione, ero il bambino piu' felice del mondo.

 
 
Di Goran (del 21/12/2009 @ 14:04:34, in generale, linkato 174 volte)


A Natale siamo tutti più buoni?. Balle! Una volta forse, quando la religione riusciva a dare a questa festività un calore famigliare ed un significato spirituale. Oggi il Dio denaro e suo figlio Commercio, imperano sovrani. La divisione è sempre più netta tra chi può e chi non può. E non è l'unica divisione esistente. Il secolo passato, il secolo delle guerre e dei totalitarismi, ha sconvolto il mondo con due guerre mondiali, e migliaia di guerre locali. Comunismo, Fascismo, Nazionalismo, Imperialismo, Colonialismo.. Bella cosa gli "Ismi" vero?
E oggi che siamo nell'ipotetica era dell'acquario, predetta come era di pace e benessere, come siamo messi?
Nel secolo scorso, milioni di persone si sono fatte sbudellare in conflitti terribili in nome di un ideale. Conoscevano a memoria l'ipotetica dottrina per cui si doveva combattere e morire. Oggi no. L'odio deriva dall'essere "Anti" qualcosa.. e poi semmai "Pro" qualcos'altro.
Conosco persone normalissime, che vivono e ragionano in modo normale. Sono sensibili ed intelligenti, a volte divertentissime e con uno spiccato senso sociale. Ma se si parla di politica, scatta una cortina di odio e cecità che impressiona. Non si controbatte piu' ad una domanda con una spiegazione, ma con un attacco a testa bassa. Non ci si siede davanti ad un bicchiere a ragionare serenamente, ma si scavano subito trincee e si tirano le bombe a mano. Sono convinto che questo sia un clima costruito piano piano, giorno per giorno, da qualcuno a cui fa comodo il conflitto. Il problema delle guerre è pero' che si sa come iniziano, mai come finiscono. I trionfatori di oggi, possono essere santificati, oppure appesi per i piedi, ma di sicuro la gente comune non ci guadana nulla.
In qualche cassetto polveroso della nostra mente, ci deve essere ancora il buon senso. Troviamolo, spolveriamolo, ed usiamolo. E' la nostra unica salvezza.
 
Di Goran (del 06/12/2009 @ 12:44:56, in generale, linkato 215 volte)


Dice un vecchio detto Gesuita:" L'uomo si stanca del bene e va a ricercare il meglio, Incontra il male e si accontenta per paura del peggio". Ogni giorno ho (quasi) l'impressione che si stesse meglio con la vecchia DC.. Il che dimostra che sto arrivando alla frutta.. : - )
Leggo i dati ed i commenti sul "No Berlusconi Day":Ragazzate, Manifestazione inutile, Se questa è l'opposizione viva Berlusconi, Tutta una montatura di Di Pietro, e cosi' via...
Ma se centomila, o un milione di persone scendono in piazza, un motivo ci sarà.
Ovviamente non hanno aderito ne' il PD nè il PDL. I partiti della polpetta.
Hanno da pensare a governare loro. Ed oggi governare non significa ascoltare i bisogni della popolazione, ma quelli della propria lobby.
Io la tensione la sento crescere, e non a livello politico ma popolare.
Puo' darsi che sia una mia pia illusione. Il problema è l'assoluta mancanza di alternativa. Come al solito la sinistra non fa nulla di sinistra, nessun leader carismatico, ne' una posizione unitaria.
Discutono anche sul colore della carta igienica. Nemmeno un'alternativa autoritaria (Dio ce ne liberi) è visibile all'orizzonte.
Ma perchè non abbiamo in Italia, un Saggio, un Uomo da rispettare, da ascoltare e stimare? Uno che non sia coinvolto con minorenni o trans, che non abbia conflitti d'interessi , o condanne definitive alle spalle. Qualcuno che parli con ragionevolezza e senza odio? Possibile che su sessanta milioni di Italiani non ce ne sia uno.. almeno uno cosi?
Voi che ne dite?
 
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E quante cose con le mani..














08/09/2010 @ 13.32.14
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