Immagine
 In Calabria, bello abbronzato e... sbronzato di rosso casalingo... di Goran
 
"
La differenza fra la donna disonesta e l'onesta è che, di solito, la prima è bella.

Roberto Gervaso
"
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Goran (del 18/06/2010 @ 18:21:43, in Politica, linkato 77 volte)


La definizione che Marx da del valore è confutabile.

Aggiungete tutto il lavoro che vi pare, non trasformerete una torta di fango in una torta di mele.

Resterà una torta di fango senza nessun valore.

Per corollario, il lavoro non qua­lificato puo facilmente sottrarre valore: un cuoco in­capace può trasformare tutta la farina lo zucchero e le mele, (già do­tate di valore per conto loro), in una porcheria imman­giabile, di valore zero.

Al contrario, un grande chef puo cavare dagli stessi materiali un qualcosa di valo­re assai superiore a quello di una banale torta di mele, e con lo stesso sforzo che un cuoco normale impiega per preparare un dolce normale.

Questi esempi culi­nari possono demolire la teoria marxista sul valore e illustrare la verità della definizione di buon senso che invita a misurare in termini di uso.

Tuttavia la scarmigliata mistica del Capitale, turgida e tormentata... Insomma, Carl Marx ebbe la fuggevole intuizione di una verità vera­mente importante. Avrebbe potuto formulare la prima vera defini­zione esatta sul valore, e questo pianeta avrebbe potu­to risparmiarsi infiniti guai.

Il valore è un concetto relativo o assoluto?.

E’ sicuramente relativo!

Il valore non ha significato se non in relazione agli esseri viven­ti. Il valore di un oggetto é sempre relativo a una par­ticolare persona, e completamente personale e diverso per quantità per ciascun essere vivente. Valore di mer­cato é una convenzione, una rozza valutazione della media dei valori personali, che devono essere quanti­tativamente diversi, o il commercio sarebbe impossi­bile.

Questo valore così personale é determinato da due fattori per ogni essere vivente: primo, cosa egli può fare con questo oggetto, qual e l'uso dell'oggetto rispet­to a lui... e, secondo cosa deve fare per procurarselo, ovverosia,  il costo dell'oggetto.

Una vecchia canzone af­ferma che le cose migliori non costano niente.

Non é vero!  É falso, spudoratamente falso!

É questo il tra­gico errore che porta alla decadenza e al crollo le de­mocrazie del ventesimo secolo. Questi nobili esperimenti falliscono perché il popolo é indotto a credere che basta votare per ottenere ciò che si vuole... e ottenerlo senza fatica, senza sudore, senza lacrime. Nes­suna cosa di valore é gratuita.

Perfino il respiro della vita viene portato in esistenza attraverso lo sforzo e il dolore.

Se dovessimo guadagnarci i nostri passatempi faticando come deve faticare un neonato per mantenersi in vita, saremmo certamente molto più felici... e molto più ricchi.

Stando le cose come stan­no, per molti di noi, c’è da rimpiangere la miseria della nostra ricchezza. Se vi cosegnassi il primo premio di una gara di nuoto? No perche’ siete arrivati quarti, e non ve lo siete meritato. Sarebbe senza alcun valore.

Ma  godreste della modesta soddisfazione di essere arrivati quar­ti, dato che ve lo siete meritato.

Il poeta che scrisse i versi di quella canzone intendeva dire che le cose mi­gliori non si possono acquistare col denaro, il che e 'vero, proprio come é falso il significato letterale delle parole che ha usato.

Le cose piu belle della vita sono al di là del denaro. Il loro prezzo é agonia, sudore, de­vozione, e il prezzo richiesto per la più preziosa di tut­te le cose della vita è la vita stessa, costo ultimo per un valore perfetto.

 
Di Goran (del 12/03/2010 @ 11:33:52, in Politica, linkato 258 volte)

Salve,sono un cittadino Italiano, vivo a Milano DUE in un palazzo costruito dal PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.Lavoro a Milano in una azienda di cui è mero azionista il Presidente del Consiglio. Anche l'assicurazione dell'auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l'assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio. Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio. Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio (questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio). Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio,con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall'agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio. Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI , i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere. Allora mi stufo e vado a navigare un pò in internet, con provider del Presidente del Consiglio. Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse!!!!!!!!!!!!! Per fortuna! "PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione hanno l'obbligo civile e morale di trasmetterla ad almeno altre cinque persone. Non sia mai che qualcuno lo votasse di nuovo”
 
Di Goran (del 12/02/2010 @ 08:28:39, in Politica, linkato 202 volte)
No comment.. per guadagnare tutti quei soldi in un colpo solo, ti devi chiamare come minimo "Vasco Rossi"
Corriere della sera
 
Di Goran (del 10/12/2009 @ 23:21:41, in Politica, linkato 357 volte)

Ripetono le cose. Le ripetono in continuazione. Telegiornali, stampa. Sempre le stesse. La velina con le diciarazioni del giorno, distribuita a tutti la mattina, e poi avanti! tutti ad esprimere lo stesso concetto. Ognuno a modo suo, con qualche abbellimento. E per ultimo, sempre e comunque l'onorevole Gasparri, il piu' becero ed aggressivo.. forse il piu' nazional popolare.
Il lavaggio del cervello..
Piano piano, giorno per giorno, notizia per notizia.. le reti fininvest, ed ora anche rai uno e due.. (Minzolini docet)
Non ce la faccio piu'. Mi prendono per sfinimento. Sembra un incontro di boxe. La ragione contro la bestialità. I Barbari contro l'uomo civilizzato. Non ragionano con la propria testa. Ripetono, ripetono ripetono ancora ed ancora la stessa idea.
Spero nei giovani, ma vedo stanchi e sfiancati anche loro. Non hanno un lavoro, ne' una sicurezza per il futuro. Non hanno una preparazione alla cultura ed al gusto. Non hanno teatari, musica o sogni. Hanno Deejey, falsi sogni da "grande fratello" o "amici". Formano la loro sessualità con la pubblicitò ed i film porno. Perdono il peso e la misura delle cose. E' cosi' che li vogliono. Consumatori, non elettori.
E dall'altra parte della barricata arrivano i solito commenti: "Siete dei comunisti!" . Li' finisce il confronto ed il dialogo. Il cervello lo hanno gia' lavato da ogni dubbio o domanda. Lavato e sbiancato con perlana.
E' tutta colpa della sinistra.. Direbbe l'onorevole Gasparri
 
Di Goran (del 28/11/2009 @ 13:33:39, in Politica, linkato 171 volte)

 
Sono un musicista, non dovrei parlare di politica, ma di  armonia, melodia, canzoni. Ma sono anche uno che si ostina a guardare i telegiornali e seguire l’informazione sui giornali. Ogni mattina ci sto male. Mi arrabbio e mi faccio mille domande alle quali non ho risposta. Parlo con le persone di ogni schieramento politico, e mi deprimo ancora di più.
 Da una parte un attacco scombinato al governo, come unica prospettiva politica, e dall’altra una difesa incondizionata di posizioni indifendibili dal buon senso. Comunque da entrambe le parti, un’arroganza ed una supponenza senza confini.
Un presidente del consiglio che si dimostra ogni giorno sempre piu’ improponibile, con la schiera dei suoi difensori ad oltranza per i quali va bene ed e’ encomiabile qualunque suo compostamento.
Dall’altra nessuna idea, nessuna alternativa, nessun mea culpa.
In mezzo il popolo che non ce la fa piu’ ad arrivare a fine mese. Vendere il voto al  miglio offerente, sperando di guadagnarsi una pagnotta. Vedere solo la fine mese, e non il futuro bruciato dei  figli. Non capire, non seguire,  mentre le caste decidono della tua vita e del tuo futuro. Nessuna ribellione, nessuna idea,  nessun sobbalzo. Basta la televisione. Il sonnifero dell’anima. La morte della cultura, della musica, del bello e del nuovo. Il nulla colorato e chiassoso. Sperano di partecipare al grande fratello, ad Amici o a X factor. Sono tutti aspiranti veline, calciatori o peggio ancora porno star. Nel frattempo un piccolo gruppo di corrotti, deviati e impuniti si riempiono le tasche in maniera incontrollata. Hanno fortemente voluto questa situazione, affossando la scuola, il sapere, internet, e qualunque forma di libero pensiero. Loro hanno sistemato i loro figli e i figli dei figli per dieci generazioni… ma noi in che mondo vivremo? Dovremo chiedere ai capi-bastone per il lavoro, la casa e l’acqua? Quello che era un diritto diventera’ un favore concesso. E se qualche libero pensatore si ribellerà sarà sempre piu’ facile isolarlo. Non sarà nemmeno piu’ necessario corromperlo.
Basterà sparargli un colpo in testa come nei rioni di Napoli. Tanto sono cose che non ci riguardano. Abbiamo altri problemi a cui pensare.
 
Di Goran (del 10/09/2009 @ 21:10:13, in Politica, linkato 157 volte)

La lettera a Napolitano. Domenica il Presidente Giorgio Napolitano ha visitato Onna e poi ha assistito al concerto di Riccardo Muti nella caserma di Coppito. Ai cronisti ha detto di avere incontrato "gente sorridente, che crede molto nelle istituzioni". Vittorio Alvino, del comitato Rete AQ, gli ha scritto questa lettera aperta, sottoscritta e condivisa da tutti gli altri Comitati (Da 3.32 a Campagna 100%) che vogliono una ricostruzione vera della città e degli altri Comuni.

Caro Presidente, le cronache sulla sua visita di ieri nella nostra città, a cinque mesi dal terremoto del 6 aprile, parlano del calore con cui gli aquilani l'hanno accolta e riferiscono del conforto da lei espresso nel vedere, dopo tutto quello che è successo, "fiducia e gente sorridente" che "crede molto nelle istituzioni". Altro, a parte le note di colore, non è stato riportato. Sappiamo che ha parlato con i responsabili della Protezione Civile, con i rappresentanti locali. Ha avuto modo di chiedere, di vedere e di informarsi. Ma non ha aggiunto altro.

E' vero caro Presidente. Noi, anche quelli che non erano lì a stringerle la mano o ad ascoltare l'inno di Mameli, crediamo molto nelle istituzioni. Anzi moltissimo. Perché per noi le istituzioni rappresentano la possibilità di affrontare insieme i problemi di una comunità per risolverli insieme. Quindi dato che di problemi, dal 6 aprile, ne abbiamo un po' più del normale, nelle istituzioni crediamo molto, anche perché ne abbiamo molto bisogno. Questo lei lo sa, lo ha visto. Ha visto la distruzione immensa. Sa, come tutti noi, che da un evento del genere non ci si riprende se non attraverso sforzi collettivi eccezionali e soprattutto attraverso le scelte giuste. Altrimenti, semplicemente, le città e i paesi muoiono.

Ha visto, caro Presidente, il sorriso riaffiorare su qualche volto degli abitanti di Onna. Perché dopo i troppi lutti e la sofferenza di cinque mesi di tenda, potranno avere un tetto nel piccolo villaggio di case di legno che sorge accanto al paese distrutto. Ha potuto capire, caro Presidente, che la speranza è nel poter riallacciare i fili spezzati con le persone e i luoghi. E' poter restare insieme e restare lì. Vicino alla tua casa rotta, o mezza rotta, smozzicata, scoperchiata, ma che è la tua casa. La speranza è di ricostruire la casa, la scuola, le strade e le piazze e di ritrovarsi insieme.

Ma sulla strada che dall'Aquila conduce ad Onna, caro Presidente, avrà visto anche il cantiere di Bazzano, dove si costruisce il più grande dei 19 nuovi insediamenti destinati ad ospitare chi ha perso la casa. E' il Piano C. A. S. E. voluto dalla istituzione Protezione Civile, previsto da un decreto legge dell'istituzione Governo, convertito in legge dall'istituzione Parlamento, approvato con il sostegno convinto dell'istituzione Regione Abruzzo e con l'avvallo delle istituzioni Provincia e Comune dell'Aquila. E questa è tutta un'altra storia. Ed è, purtroppo, quella vera che nulla ha a che vedere con la vicenda di Onna, è il suo contrario.

Il Piano era già pronto, ambizioso e innovativo: per la prima volta gli sfollati non sarebbero stati ridotti in roulotte o container ma, dopo qualche tempo in tenda, avrebbero avuto direttamente case vere, antisismiche, ecologiche e con tutti i comfort. Circa 5.000 abitazioni per circa 15.000 persone, che vi avrebbero abitato il tempo necessario a ricostruire la propria casa.

Così 30 mila persone sono state tenute in tenda per cinque mesi e altrettante, lontane negli alberghi della costa abruzzese, perché tutti, in autunno, avrebbero potuto avere un tetto: chi riparando i danni lievi della propria abitazione, chi trovando posto nelle nuove C. A. S. E.. Ma, caro Presidente, non è andata così. Non gliel'hanno detto?

Le tende hanno cominciato a toglierle davvero, solo che le case danneggiate non sono state riparate e le C. A. S. E., quando saranno tutte consegnate (dicembre? febbraio? aprile?), non basteranno. Per cui le persone dalle tende vengono trasportate in caserma o in albergo - la destinazione viene comunicata poco prima in modo da ridurre il rischio di rimostranze. Gli alberghi dell'aquilano sono pieni e quindi decine di migliaia di persone dovranno essere piazzate in altri territori e province. Chi ha la fortuna di avere ancora lavoro a L'Aquila o ha un figlio da mandare a scuola, potrà viaggiare con mezzi propri o autobus navetta, questi - pare - messi a disposizione dalle istituzioni. Gli altri staranno lì in attesa degli eventi.

Questa è la storia di una devastazione annunciata, caro Presidente. Lo smembramento delle comunità, praticato all'indomani del terremoto, viene proseguito dopo cinque mesi e perpetuato in quelli avvenire. Perché non si è saputo e non si è voluto dare priorità alla ricostruzione ma alla costruzione del nuovo. E poi l'antico adagio resta valido: divide et impera. Se vuoi comandare sulle persone, tienile separate. Nei campi tenda, dove le persone per forza stanno insieme, è vietato distribuire volantini, è vietato riunirsi e discutere liberamente. I diritti e le libertà costituzionali, caro Presidente.

Con tutte le nostre forze, da subito, abbiamo chiesto alle istituzioni che venissero risparmiate sofferenze, denaro pubblico e le bellezze del territorio, ricorrendo a case di legno, prefabbricati e simili. Soluzioni rapide (4 settimane per averle pronte), economiche (un terzo di una C. A. S. A.), dignitose, sicure, che permettono di restare vicini nel proprio territorio da ricostruire e che possono essere rimosse quando non serviranno più. Ma non c'è stato nulla da fare. Le istituzioni non hanno voluto ascoltare.

Bisogna costruire le nuove C. A. S. E. In fretta, 24 ore al giorno, spendendo i soldi che ci sono davvero - 710 milioni di euro - e usando pure quelli donati dagli italiani. Tirando su insediamenti che saranno definitivi in tutta fretta, dove capita, senza logica urbanistica, senza minimamente rispettare criteri di prossimità ai nuclei precedenti. Intanto, tutto il resto, con l'inverno alle porte, è fermo. Il riparabile non viene riparato, il centro storico resta immerso in un silenzio spettrale. Perché?

Che farebbe lei caro Presidente, se a cinque mesi dal terremoto non sapesse dove trovare una sistemazione per la sua famiglia, una scuola per i suoi figli, un lavoro che ha perso? Se non avesse la minima idea di come e quando potrà riparare la sua casa, ammesso che ne abbia ancora una? Molti, troppi, non hanno potuto fare altro che andare via. Accettare che, almeno per un po', a L'Aquila non è possibile tornare. Ma se non ora, dopo cinque mesi, quando? Lo spopolamento in atto, diventerà progressivo e definitivo se qualcosa di importante non cambia e subito.

Tutto questo l'abbiamo denunciato, chiesto, urlato, ogni volta che abbiamo potuto e come abbiamo potuto. Di tutto questo nessuno le ha detto nulla? Perché nemmeno una perplessità, un dubbio nelle sue parole di ieri sulle scelte fatte?

Caro Presidente, ha ragione, noi ci crediamo davvero nelle istituzioni. Eppure si sbaglia, caro Presidente, perché di fiducia non ce n'è più. La supponenza, l'arroganza, l'ignoranza, la complicità, gli interessi inconfessabili, l'incapacità e l'inettitudine logorano la fiducia nelle istituzioni. Come pure il silenzio.

 
Di Goran (del 13/07/2009 @ 19:12:35, in Politica, linkato 412 volte)

Lettera del prete genovese al suo vescovo: "Avete fatto il diavolo a quattro sulle convivenze e sul caso Englaro. Ma assolvete il premier da ogni immoralità"

 

"Perché trattate così bene Berlusconi?"

Don Farinella scrive al cardinal Bagnasco

 

"Io e molti credenti crediamo che così avete perduto autorità. Molti si allontanano dalla Chiesa per la vostra morale elastica"

di don PAOLO FARINELLA

 

Questa lettera, scritta da don Paolo Farinella, prete e biblista della diocesi di Genova al suo vescovo e cardinale Angelo Bagnasco, è stata inviata qualche settimana fa e circola da giorni su internet. Riguarda la vicenda Berlusconi, vista con gli occhi di un sacerdote. Alla luce degli ultimi fatti e della presa di posizione di Famiglia Cristiana che ha chiesto alla Chiesa di parlare, i suoi contenuti diventano attualissimi.

 

Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E' il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.

Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.

Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di "frequentare minorenni", dichiara che deve essere trattato "come un malato", lo descrive come il "drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio". Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell'omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull'inazione del suo governo. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affare pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.

Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la "verità" che è la nuda "realtà". Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell'Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi "principi non negoziabili" e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono "per tutti", cioè per nessuno.

Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all'integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi.

Non date forse un'assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi "parlate per tutti"? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l'immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E' forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l'attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l'8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell'inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.

I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra a stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull'odio dell'avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con "modelli televisivi" ignobili, rissosi e immorali.

Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che taciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l'altro 50% sotto l'influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d'interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa?

Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita "dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale"? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall'eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l'etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant'Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché "anche l'imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa". Voi onorate un vitello d'oro.

Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da "mammona iniquitatis", si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d'oro? Quando il vostro silenzio non regge l'evidenza dell'ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: "troncare, sopire ... sopire, troncare".

Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? "Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo ... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest'urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent'altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire" (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una "bagatella" per il cui perdono bastano "cinque Pater, Ave e Gloria"? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: "Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix" (La Stampa, 8-5-2009).

Mi permetta di richiamare alla sua memoria un passo di un Padre della Chiesa, l'integerrimo sant'Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell'imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: "Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l'anima con il denaro" (Ilario di Poitiers, Contro l'imperatore Costanzo 5).

Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei "per interessi superiori", lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.

Lei ha parlato di "emergenza educativa" che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei "modelli negativi della tv". Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l'arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del "velinismo" o, in subordine, di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al Parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull'altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l'Italia.

Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all'Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: "Non licet"? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro "tacere" porta fortuna.

In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

 

Genova 31 maggio 2009

Paolo Farinella, prete

 
Di Goran (del 22/06/2009 @ 10:07:37, in Politica, linkato 188 volte)


Mi sembra di vivere in un circo.
Ricordate la storiella di quello che ascoltava la radio andando in macchina?? :
"C'e' un pazzo che guida contromano in autostrada",
e lui:" Uno??? sono mille! " schivando le automobili che gli venivano incontro...
L'altro giorno c'era Roma bloccata per il grande evento del "Concerto per l'Aquila", come protagonisti i Cantanti Italiani. E nello stesso tempo leggo sulla stampa che gli Aerei di stato sono sempre in volo portando la gente piu' strana nelle varie ville disseminate sul territorio.
Tutto regolare! A bordo c'e' sempre uno autorizzato!
Nessun Costo aggiuntivo per gli Italiani. 
Dalle fotografie, capisco che non sono aeroplanini Cessna, ma bestioni da trasporto passeggeri dai costi altissimi.
Probabilmente li pageranno con i proventi della beneficenza.
In Inghilterra, salta mezzo parlamento, per via dei rimborsi gonfiati, qui appena si accorgono che rubi... "Ma devi rubare tanto!" , Ti fanno subito senatore.
Il direttore della mia banca, dice che la gente non si rende nemmeno conto di non avere piu' un euro. Ci rimangono male quando deve rifiutare un prestito per un televisore al plasma, facendo notare che forse sarebbe meglio spendere i soldi per qualche kilo di patate..
Mi fanno notare che il successo mediatico di certi politici e' dato anche dall'invidia. E chi non vorrebbe essere al posto del capo multimilionario, circondato da belle ragazze disponibili, in ville megalitiche??
Ti viene da sognare.. specie se stai seduto davanti ad un piatto di pasta aglio,olio & peperoncino..Dato che la bistecca e' arrivata alle stelle.
E' tutto incredibile. Ma specialmente e' incredibile la totale mancanza di reazione da parte del popolo pensante.
Fino a qualche anno fa avevo un minimo di polso per la situazione reale del paese... Oggi sono quello che guida contromano in autostrada.. : - )
Ma un po' di storia me la ricordo. Ricordo che nel 45, quando arrivarono gli Americani, in Italia non c'era nemmeno un fascista! Probabilmente ai raduni Mussoliniani, erano tutte comparse di Cinecittà...
Chissà se esistera' un Berlusconiano tra qualche anno...
 
Di Goran (del 14/06/2009 @ 19:24:38, in Politica, linkato 403 volte)

Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L 'Aquila per presentare il film "Si può fare". Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un'efficace testimonianza per tutti quelli che a L 'Aquila non ci sono ancora stati.
HO VISTO L 'AQUILA
Lettera a mia moglie scritta ieri notte Ho visto l 'Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia a ciascuno degli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell'unico posto aperto, dove va tutta la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando "Si Può Fare". Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, Anna Maria, Franco e la sua donna. Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo. Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca, stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all'improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c'era la parola "cazzeggio". A venti chilometri dall'Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Là ???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L 'Aquila. Poi c 'è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E ' come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l'importante è che all'esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l 'ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che là va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l 'intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti là è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c 'è più, tutto perduto. Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perchè i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C 'era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest'umanità all'improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato là. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai. Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c 'erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli "Assaggi, assaggi". Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finchè Michele non l'ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini".
Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.
Anzi metto in rete questa mia lettera per te.
Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.
 
Di Goran (del 23/05/2009 @ 17:00:32, in Politica, linkato 142 volte)

La crisi. E' uno degli argomenti di discussione principali al bar o dal barbiere, assieme allo sport.
Se ne parla e ci si lamenta tutti, ma in realtà ancora non la sentiamo sulla nostra pelle. O almeno quelli che hanno un lavoro, o lo hanno appena perso e vivono con gli ammortizzatori sociali. I Poveri dell'ante-crisi, ora sono diventati miserabili, ma loro erano già abituati.
Siamo convinti che succederà qualcosa che salverà capra e cavoli.
Il governo ci rassicura continuamente. "Stiamo facendo tutto il necessario" e "Bisogna essere ottimisti!" sono le due frasi piu' ricorrenti in televisione.
Io ho l'impressione che in realtà non abbiano la minima idea di come affrontarla, e che i politici se la stiano prendendo con beata incoscienza sperando che qualcun altro risolva questa gatta da pelare .
A settembre, finiranno i soldi della cassa integrazione e degli aiuti statali. Diventeranno poveri quelli che non lo sono mai stati. Sarà interessante vedere cosa succederà allora.
Per adesso pigliamocela con calma. : - )
 
Pagine: 1 2 3 4
Ci sono 7 persone collegate

< settembre 2010 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
     
             


Cerca per parola chiave
 


Titolo
Fotografie (15)

Le fotografie più cliccate

Titolo
I soldi per essere felici sono:

 Fondamentali
 Importanti
 Utili
 Irrilevanti

Titolo

Per acquistare il CD in rete,  seguite il link:
http://www.gorankuzminac.it/wbpages/form.html


Sto Ascoltando :
Django Reinhard. Sempre un'ispirazione, e sempre irraggiungibile

 


Sto Leggendo
Anton Cechov _ Il fiammifero svedese ed altri racconti




Sto Guardando

"Wall-E"  Adorabile.. :-)



La buona intenzione:

Guadagnare qualche euro (non tanti... qualche!)


Mi girano perchè:
Avremo uno stato Presidenzialista!  Ne sentivamo la mancanza in questo periodo no?


Titolo
Umore di frutta, dolce ed ovvio erotismo. Bastano delle labbra, dei colori e l'idea di un buon fotografo.






Cosa si può fare col cibo...













































 E.. Cosa si puo' fare con le nuvole...











E quante cose con le mani..














08/09/2010 @ 13.31.19
script eseguito in 1297 ms