Di Goran (del 30/05/2010 @ 09:32:24, in Musica, linkato 101 volte)
Goran Kuzminac è un cantautore atipico e ottimo esponente della chitarra fingerstyle. Un promettente inizio carriera sancito dalla vittoria a Castrocaro (Stasera l’aria è fresca, 1978), il secondo posto al Festivalbar (Ehi ci stai, 1980), concerti in tutta Italia con Venditti, De Gregori, Dalla, Branduardi, Ron, Ivan Graziani, i celebri QDisc con gli stessi Ron e Graziani e con Ferradini e Castelnuovo, hanno fatto da preludio non ad una sfolgorante carriera, ma ad una lenta discesa nell’oblio del cosiddetto circuito minore, che poi, qualitativamente parlando, minore certo non è. Goran ha continuato con caparbietà la sua carriera suonando dal vivo e pubblicando, ad oggi, quattordici album. Dio suona la chitarra, l’ultimo biograficamente parlando, contiene tredici tracce inedite e, come bonus track, due suoi cavalli di battaglia reinterpretati per l’occasione (Al centro di niente, Stasera l’aria è fresca) Kuzminack scrive testi intelligenti, ha una voce calda e adatta alla musica che propone, ma soprattutto è un grande chitarrista acustico, vero maestro del finger pickyng. In molte tracce ha utilizzato una chitarra acustica baritona di sua costruzione. L’uso intenso della chitarra baritona, che si accorda una quarta sotto rispetto ad uno strumento tradizionale (Si Mi La Re Fa# Si), contribuisce a caratterizzare la sonorità delle canzoni proposte. Attorno al nucleo base, composto da Goran, da Glauco Di Sabatino (batteria) e Anchise Vetuschi (basso), ruotano alcuni validi musicisti tra i quali è impossibile non citare Alex Britti (chitarra slide in Torno a casa) e Antonio Onorato (chitarra elettrica in Cuore leggero). È sintomatica una frase detta dallo stesso Goran in un suo blog “Strano mestiere il musicista. Per farlo devi veramente essere o pazzo o appassionato. Mi sto seriamente chiedendo a quale categoria appartengo”. L’unica certezza è che Goran fa parte della categoria di quelli che meriterebbero palcoscenici e riscontri di vendite ben differenti.
Di Goran (del 17/05/2010 @ 16:11:18, in Musica, linkato 104 volte)
Se Dio suonasse uno strumento musicale sarebbe una chitarra. Questa l’immagine che si disegna nella mente di chi ascolta l’ultimo lavoro discografico di Goran Kuzminac appunto intitolato “Dio suona la Chitarra”. L’album autobiografico passa da ballate romantiche a temi sociali affrontati con grande ironia e porta in sé l’eco della poesia dipinta con le sonorità pop-cantautoriali degli anni ’80. Lo abbiamo intervistato al tramonto nel porticciolo antico di Giovinazzo: lui, il mare e la chitarra. Uno scenario perfetto in cui è sembrato che nell’aria si diffondessero le note di “Stasera l’aria è fresca” brano del ‘78 che lo ha fatto conoscere ai più.
Qual è la tua filosofia di Uomo oltre che di musicicsta?
Musicista son nato e uomo son diventato, forse è questa l’unica cosa ad essere cambiata in me. Ad un certo punto della vita si sceglie una strada, scelta che a tutti sembra quella sbagliata ma che è il solo modo per essere coerenti con il proprio essere e il proprio sentire. Percorrendo questa strada scopri qualcosa su te stesso: non puoi essere diverso da quello che sei. Ho ricevuto un grande regalo che è la musica ed è qualcosa a cui non si può dare un prezzo, ma soprattutto qualcosa che nessuno può toglierti. Posso vendere tutto, anche la chitarra e magari l’ho fatto o lo farò, ma non vendere questo “dono”. Non è questione di essere speciali, quanto piuttosto essere semplicemente se stessi.
Goran ha uno sguardo sereno e contagioso mentre risponde alle nostre domande; lo sguardo di chi ha avuto il coraggio di difendere la propria scelta di vita e l’ha fatto con amore, scoprendo così orizzonti infniti e sonorità profonde. Uno sguardo in cui è facile specchiarsi perché non mancano note divertite e divertenti. Sorge allora spontanea la domanda:
Se “Dio” suonasse uno strumento musicale, questo sarebbe, la Chitarra?
Dio suona tutti gli strumenti musicali! E canta anche. Ma la sua voce morbida e calda può intrecciarsi solo ad un reef di chitarra: melodioso e triste come il Blues, immenso e vivo come Dio. Non potevo immaginarlo diversamente.
Come i grandi cantautori, Goran kuzminac ha il pregio di raccontare le cose con la semplicità di un bimbo e la potenza di uomo che ha il senso della propria storia; “Dio suona la chitarra” è infatti un’immagine molto forte ed un messaggio molto chiaro: un Dio, che di fronte alle folli decisioni di un mondo che si ostina a fingere di non aver bisogno di Lui , si tuffa tra le 6 corde di una chitarra acustica.
Quello che era emozione e semplicità nel cantautorato degli anni ’80 torna e si colora di ironia e consapevolezza in questo nuovo lavoro. Cosa è cambiato in questi anni?
Accendi la Tv e scopri che spesso manca il vero talento. “Americana” è un brano che ho scritto proprio pensando a questo, un pezzo di confine che segna la perdita di uno dei valori più importanti per un artista: il talento. Ripenso ai grandi cantautori, e anche ai grandi divi del cinema: Marylin Monroe che, cosa ignorata dai più, aveva un ‘estensione vocale incredibile eppure è nota solo come femme fatal. Ci si ferma sempre più spesso alla superficie e si ignora la mancanza dei “veri personaggi”, uomini e donne capaci di coltivare il talento e fare la differenza.
La Donna. Musa ispiratrice dei tuoi brani più belli ed intensi. Da “Ehi ci stai?” a “Gambe Belle” nei tuoi lavori c’è sempre un inno alla femminilità.
Negli anni ’80 sono stato anche rincorso dalle donne… ma la maggior parte erano femministe arrabbiate! Amo la donna e provo per lei un gran rispetto. Forse le vere star sconosciute sono proprio le donne di tutti i giorni, donne vere capaci di giocare con intelligenza il gioco della vita. Anche nel gioco della seduzione il femmineo crea fantasie potenti: in realtà le donne son lupi e noi uomini pecorelle ma nella visone ampia e sottile appare il contrario.
“Bimbi Buoni” è un brano ironico che rilegge i comportamenti egoistici ed insensati dei notri policymaker con gli archetipi delle fiabe. Com’è nata l’idea di questo parallelo?
Sempre la Tv, croce e delizia dei nostri giorni. Quando ascolti motivetti come “E meno male che Silvio c’è” comprendi che la semplificazione ha sostituito definitivamente la semplicità e l’autenticità dei messaggi. Ho pensato subito a Fabrizio de Andrè ed ai suoi bimbi di sinistra: bimbi buoni a cui regalare un sorriso e magari anche una speranza. L’ironia è un arma ma anche una difesa decisa della verità non più minacciata dal Lupo cattivo o dall’Uomo Nero ma da onorevoli e presidenti con parrucche e tanti denti. Un sorriso divertito allontana la paura e lascia spazio alla speranza di un lieto fine che arriverà.
Molta l’autobiografia ed il sentimento nelle tracce di questo lavoro discografico come in “Paole semplici” brano in cui racconti la difficoltà della coerenza di chi crede nella musica come linguaggio puro.
La musica è un linguaggio puro che supera le barrire dello spazio e del tempo. Pensavo a questo quando è nata “Parole semplici” una canzone che respira aria europea, che supera le barriere e ti fa guardare oltre. “..Io sono ancora in piedi con la schiena ritta..” è una della frasi che meglio descrive la filosofia musicale di Goran Kuzminac: la voglia di suonare nel cuore e la convinzione che la musica sappia sempre indicare la strada giusta da percorrere.
Questa la sintesi del nuovo cd di Goran Kuzminac “Dio suona la chitarra” uscito un anno e mezzo fa ed attualmente in tour per l’Italia. Un lavoro intenso ed autentico che vanta la collaborazione di Alex Britti, Antonio Onorato, Charley De Anesi, Lincoln Veronese, Mauro De Federicis e Andrea Valeri.
Il lavoro discografico si chiude con una dolce ninna nanna dedicata alla propria figlia, forse la più importante nella vita di questo artista, ma dedicata anche a chi ascoltandolo ha sorriso, pianto, ricordato, sperato e vissuto la sua musica.
Di Goran (del 12/03/2010 @ 11:42:17, in Musica, linkato 171 volte)
Tenuto conto che il mio guadagno di SIAE annuo, non supera i tremila euro annui, dopo una ventina di dischi, e trentaquattro anni di carriera ininnterrotta... la domanda ingenua e': Ma a chi vanno a finire questi soldi, visto che i musicisti non guadagnano nulla?? PS. Nemmeno sapevo esistesse la "SCF" !!!
ROMA - Bar e ristoranti, chiese e palestre, devono fare attenzione: ogni volta che nelle loro sale accendono una radio e questa radio trasmette musica, il gestore dell'esercizio deve pagare i diritti ai discografici. Lo ha stabilito il Tribunale di Milano che ha condannato il gestore di un bar per aver diffuso nel locale musica attraverso una radio senza aver corrisposto i compensi dovuti per legge ad artisti e produttori discografici attraverso Scf, il consorzio che rappresenta le etichette (sia major che indipendenti) nella gestione dei diritti discografici.
La battaglia tra i produttori di dischi e commercianti è iniziata da quando la Scf ha deciso di entrare in campo per riscuotere quelli che vengono definiti "diritti connessi", ovvero i diritti che competono alle aziende produttrici di dischi per l'uso dei loro supporti, diritti che fino a qualche anno fa non venivano riscossi. Gli esercenti hanno immediatamente protestato, soprattutto perché molti di loro per la musica che usano nei loro esercizi già pagano i diritti d'autore alla Siae e non capiscono perché versare un altro compenso alle case discografiche.
In realtà c'è una legge del 1941 che stabilisce che i "diritti connessi" vadano pagati a seconda dell'ampiezza del locale e la Scf si è limitata a richiederne l'applicazione. C'è chi si è opposto al pagamento, come Confesercenti, Cna, Confartigianato, altre associazioni di categoria hanno invece trovato con la Scf degli accordi riuscendo anche a guadagnare degli sconti rispetto alle tariffe (tra i 70 e i 600 euro all'anno) richieste. Nel 2009 sono stati oltre 20.000 i bar e i ristoranti, più di 15.000 alberghi e altrettanti esercizi della grande distribuzione organizzata, 5.000 negozi di abbigliamento, che hanno aderito alle proposte della Scf, cercando di restare in linea con gli accordi che in questi anni ha già raggiunto con le organizzazioni di categoria come la Confcommercio, la Fipe, la Federdistribuzione, la Federalberghi, la Federmoda e la Confcooperative.
La Scf è andata avanti per la sua strada, chiedendo i soldi anche alle chiese e agli oratori, trovando un accordo con la Cei e ottenendo il pagamento dei diritti connessi da oltre 3000 parrocchie italiane, e sta allargando ancora il campo del suo intervento, convinta che la musica d'ambiente, anche se trasmessa da una radio accesa nel locale, sia un modo non solo di intrattenere i clienti ma di attrarne addirittura di nuovi, "con evidenti benefici in ambito commerciale ed economico", come sottolinea in un comunicato. Attualmente la Scf da bar, ristoranti, alberghi raccoglie poco più di 17 milioni di euro all'anno, ma i controlli non hanno ancora raggiunto tutte le realtà imprenditoriali.
Il Tribunale di Milano ha imposto al gestore del bar milanese il pagamento della tariffa annuale dovuta alla Scf, poco meno di settanta euro, considerandola di particolare favore. Ma ai settanta euro se ne sono aggiunti però ben 2.400 di pagamento delle spese processuali.
Di Goran (del 15/02/2010 @ 10:26:52, in Musica, linkato 185 volte)
Ci siamo riusciti anche noi! Finalmente abbiamo anche in Italia il festival della canzone nazionale. Essendo ancora in fase sperimentale, dobbiamo perdonare alcune ingenuità', ma senz'altro e' un buon inizio. Tra le molte citta' che sì erano candidate per ospitare questa manifestazione e' stata prescelta S.Remo, ridente cittadina ligure, che e' riuscita a battere sul filo di lana l'altra grande favorita: San Benedetto del Tronto. Probabilmente "Festival della canzone Italiana di San Benedetto del Tronto" non suonava bene. presentatori, sono ancora poco pratici, e la valletta parla solo francese, ma se riusciamo a coinvolgere un po' di stampa ce la possiamo fare! Purtroppo i giornalisti sono persone molto impegnate su cose serie, come guerre, economia e politica e non tutti hanno tempo per queste manifestazioni leggere. Può' darsi che all'inizio, ci sarà' bisogno di inventarsi qualcosa di strano per attirare l'attenzione, che ne so...magari qualche ospite, qualche politico o perche' no un premio nobel, ma poi quando il festival sarà' diventato popolare potremo veramente concentrarci sulla musica. Se non avete altro da fare, sintonizzatevi con le vostre radio a colori. Abbiamo bisogno di voi, se no che ci stiamo a fare?
Di Goran (del 14/01/2010 @ 15:05:54, in Musica, linkato 237 volte)
Ricevo da Nando Misuraca e pubblico con piacere:
Caro Goran, mi dai una mano a diffondere la raccolta firme "SUONO LIBERO" Vogliamo fare una petizione alla federconsumatori per denunciare gli innesimi torti subiti da noi indipendenti in seguito a "Sanremo nuova generazione". Se leggi il corpo del messaggio che ti ho postato in bacheca puoi capire a cosa mi riferisco. Spero sarai dei nostri, probabilmente non cambieranno le cose, ma certamente daremo fastidio a questo sistema che mette un ex autista alla direzione artistica della massima competizione canora della Tv di Stato !!! un abbraccio intanto,
Sono con te ovviamente, e penso che qualunqua azione serva, se non altro a stare dalla parte della ragione, anche se non succederà ovviamente nulla. Ma il fatto che sia sempre stato cosi' non significa che la rete non possa cambiare le cose. La musica e' una cosa troppo importante per essere lsaciatra in mano ai commercianti. Chissa' se un prossimo rinascimento risorgerà dalle ceneri di questo sfacelo politico e culturale. Per intanto ti abbraccio forte Goran
Di Goran (del 14/12/2009 @ 14:38:35, in Musica, linkato 263 volte)
Oggi ho parlato con un giovane "aspirante Impresario musicale". Ho ancora i brividi!. Secondo la sua bella visione del mondo, un artista va pagato secondo uno standard medio di mercato, e poi va venduto a cinque o dieci volte il suo valore. Ho cercato di fargli capire che cosi', il musicista dopo un anno, non avrebbe piu' lavorato da nessuna parte. Lui mi ha fatto notare che i soldi vanno presi quando ci sono. Percio' oggi un Marco Carta, e l'anno prossimo un altro fenomeno televisivo e cosi' via. Sempre con calma, ho cercato nuovamente di fargli notare che un artista NON è un paio di Jeans, che puoi pagare 15 euro e dopo averli timbrati "Cavalli" rivendere a 1500.. Niente da fare. Di ragazzini che suonano e cantano e' pieno il mondo, mi ha ribadito. Un pò di passaggi in televisione e riempiono le piazze... e le mie tasche. Ho interrotto il discorso li'. Da quasi vent'anni questa filosofia ha distrutto la base creativa e poetica della musica Italiana. Ligabue e' l'ultimo dei "Grandi" emersi dal vecchio sistema. Quello nuovo non ha prodotto nulla. Un buco nero negli anni novanta e nel duemila. Due decenni di niente. Un contadino produce "veramente" del cibo. Il distributore lo paga uno, e lo rivende a dieci, ed il consumatore lo compera a trenta o quaranta dal negoziante. Tanto di contadini ce ne sono a bizzeffe.. se non ci stai tu, ne trovo altri che ci stanno. Io sono un produttore di suoni ed emozioni che si chiamano canzoni. Come "musicista" in teoria, do da lavorare ad un indotto enorme di persone. Tecnici, ingegneri elettronici, radio private e pubbliche, televisioni, dipendenti SIAE, giornalisti musicali, produttori di strumenti musicali e di amplificazione, teatri, registi cinematografici... tutto con quello che produco io. "La Musica". IO NON LORO!.. Eppure invece di essere in cima ad una piramide, sono quello che ne supporta il peso . E' una piramide inversa, e tutta quanto appoggia sulla sua punta... Tanto se io non ci sto al gioco di svendere la mia vita vita, si troverà qualcun altro... Ma ne siete proprio sicuri??
Di Goran (del 05/12/2009 @ 20:49:19, in Musica, linkato 199 volte)
Ci ho messo quasi un anno, ed un pò di studio su "After Effects", ma mi sono divertito proprio a farlo. Per fortuna che c'e' stata l'dea finale delle cornici alla " Harry Potter" che ha risolto l'impasse.
Buona visione amici miei!