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 Red... di Goran
 
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L'intuizione di una donna è molto più vicina alla verità della certezza di un uomo.

Rudyard Kipling
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Goran (del 25/01/2017 @ 23:21:23, in Generale, linkato 153 volte)

La macchina del tempo dell'ENEL e della TIM

Ho pensato molto in questi giorni. 
Perche' ho avuto un sacco di tempo per pensare.
Ho fatto un viaggio indietro nel tempo.
Prima lentamente, poi sempre piu' velocemente, fino a spegnersi di colpo con un Click. 
Sono passato da una società iper-tecnologica ad una situazione di un inverno rurale contadino dell'inizio ottocento. 
Tutto in meno di ventiquattro ore.
Abito da qualche anno in Abruzzo. Una vecchia casa, sulla cima di una collina. La strada provinciale passa a trecento metri di distanza, e la mia strada continua in discesa, attraverso boschi ed altri piccoli insediamenti urbani.
Il paese piu' vicino è Cellino Attanasio, circa tre Kilometri. Una piacevole passeggiata di un'ora, tra andare e tornare.
Il meteo prevede neve. E' normale, in inverno, ed in Abruzzo è ancora piu' normale. Non c'e' stato anno che io ricordi da quando sono qui, che l'aria fredda dei balcani, sorvolando l'adriatico, non si carichi di umidità e ricopra il centro Italia di neve.
Ripeto:" E' normale"!
Inizia la prima nevicata, abbondante ma soffice, portata da un vento teso, e subito si fa buio. 
Mi affaccio alla finestra e vedo tutta la valle scura senza illuminazione. Sono le sei di pomeriggio di un gennaio alle nostre latitudini. 
Cerco una candela nel cassetto delle emergenze. 
Ne è rimasta qualcuna da Natale. Quelle che metti a tavola per dare l'idea della festa. 
Piu' lumini che candele, ma va bene lo stesso, un po' di luce la fanno.
Aspetto. Di solito, durante un temporale a volte fa cosi'. Va e viene, ma poi si stabilizza. 
Guardo un po' preoccupato la carica del cellulare. L'ho caricato stanotte ed ora sta al 60%. 
Ok ce la posso fare, e poi ho la linea fissa per eventuali emergenze. 
Prendo carta e penna e mi trascrivo qualche numero importante dal cellulare. Parenti, amici... E chi si ricorda piu' un numero a memoria?.
Poi mi accorgo di un altro problema. Il telefono fisso è un "Cordless" e funziona pure lui con la corrente elettrica.
In cantina, con una candelina in mano, ritrovo il buon vecchio "Sip" con la rotella. Ok. questo funziona!. 
Sono le otto e mezza di sera. Ho la stufa a legna, ma forse è meglio che faccio un po' di scorta dalla legnaia. Non ho voglia adesso, lo faro' domani mattina. Tanto è di fronte a casa, dieci metri. Che ci vorra' mai?
Fa un po' freddo. il riscaldamento non funziona. In teoria va a metano, ma il bruciatore senza corrente non si accende. Aggiungo un altro piumino nel letto e vado a dormire. Sono le nove di sera. Mi giro e rigiro nel letto.
Poi mi alzo.Non sono abituato ad andare a letto con le galline. 
Ma che posso fare? fuori nevica a vento e non si vede nessuna luce. 
Prendo in mano il vecchio telefono fisso, alzo la cornetta e sento silenzio. E' caduta anche la linea telefonica fissa. Riaccendo il cellulare, 50% di carica, chiamo il 187. Una vocina allegra femminile registrata mi dice che ci sono problemi sulla linea, e di collegarmi al loro sito per sapere l'avanzamento dei lavori. 
Con cosa mi collego??? Non con il cellulare, vorrei risparmiare la carica, e poi sicuramente vorranno codice fiscale, password e login, iscriviti, accetti i cookie? vedi le nostre offerte ecc.. Ci vorra' un'ora per avere una qualche risposta. Spengo e torno a dormire. Fa sempre piu' freddo.
Alle sei sono sveglio. Ovvio. Non dormo mai piu' di otto ore. 
E' buio e fuori nevica ancora, o almeno credo, perche' le finestre sono tutte coperte di bianco e non si vede nulla alla luce della candela. Mi vesto bene, con due maglioni e preparo il caffè. L'alba dovrebbe essere verso le sette e qualcosa.
Appena fa luce, prendo la cesta e mi avvio alla legnaia. 
La porta di casa non si apre. Il vento ha accumulato un metro di neve sul portoncino. 
Spingo con tutte le forze e riesco ad aprire un varco di trenta centimetri. Ne cade in casa mezzo metro cubo, accidenti!! ma esco, e mi trovo davanti un paesaggio incredibile. La neve si è accumulata in dune altissime, portate dal vento. Arrivare fino alla legnaia significa sprofondare fino al petto nel manto nevoso. 
Mi viene in mente il film "Revenant" il redivivo.. solo che lui aveva le racchette da neve, io ho solo dei scarponcini invernali che si bagnano subito.
Ci metto mezz'ora a farmi strada. Riesco ad aprire la porta della legnaia, e scopro che il vento è riuscito ad accumulare attraverso le fessure venti centimetri di neve anche li'.
Con il cuore in gola per lo sforzo carico la cesta e rientro a casa.
Ma non basta. Faccio cinque o sei viaggi, e accumulo legna vicino alla stufa.
E' bagnata, ma riusciro' ad accenderla con quella secca che gia' avevo.
Telefono?? muto.. Corrente elettrica? nemmeno l'ombra. 
Strano.. Sono le due cose primarie in ogni emergenza, la comunicazione e l'energia. Invece sono le due scomparse per prime.
Mi piacerebbe avere qualche notizia, ma senza corrente non funziona nulla. Accendo il telefonino e mi arriva qualche messaggio su watsup. Tutto bene, poca carica al telefono, niente internet ne' corrente.. Tranquilli, ho la stufa e da mangiare.
Da mangiare pasta e riso. Pero' ho anche fagioli secchi e qualche Kilo di farina. I miei nonni dicevano che se hai la farina, puoi sopravvivere alla guerra, e percio' io ne ho sempre un po' di scorta.
Sulla strada la neve si è accumulata e non è passato nessun mezzo comunale. 
Di solito gli altri anni, un trattore con la pala, passava una volta al giorno, per evitare gli accumuli, ma da ieri non si è visto nessuno ed il livello sta diventando preoccupante. Chiamo un mio amico in paese, che mi comunica una notizia sconcertante.
Il nuovo sindaco ha dichiarato che lo spazzaneve è guasto!
Wow! penso, questa si che è una notizia!. 
Normalmente in questi casi un amministratore ne affitta tre, o ne precetta venti, ma il problema lo risolve, mentre qualche meccanico aggiusta il mezzo del comune. Continua a nevicare e non si distinguono piu' i bordi della strada. Il telefonino è quasi senza carica. Sono passate solo 24 ore dall'inizio della nevicata, e sono gia' isolato ed al buio. Penso a quei poveracci in paese che non hanno una canna fumaria e una stufa a legna. Io almeno sto al caldo. Una stanza sola, al buio di nuovo ma al caldo. 
E' gia' passata una giornata e non so cosa fare. Ho cercato di spalare per fare un sentierino verso la legnaia, ma la neve lo ricopre ogni tre ore. Smetto. 
Spalare neve ed uccidere mosche è un mestiere talmente infinito, da risultare inutile.
Alle otto di sera sono di nuovo a letto. Sono stanco e stavolta mi addormento subito.
Ovviamente mi sveglio alle cinque. Nella stufa ancora braci. aggiungo legna, e faccio il caffe'.
Arrivare alla provinciale nemmeno parlarne.
Alla luce del fuoco, impasto un po' di farina e preparo il pane arabo. Alle sette quando il cielo schiarisce, faccio una bella colazione con pane, burro e marmellata, ed esco armato di pala. Mi è venuta un'idea stanotte. Se riesco ad entrare in macchina, e se riesco ad accenderla, potro' ricaricaricare il cellulare, avere notizie e darne. La situazione qui è di completo isolamento, e siamo a 400 metri sopra il livello del mare, figurarsi quelli in montagna.
Infatti dopo aver scavato per ore, arrivo alla portiera della mia vecchia volvo 740. libero il tubo di scappamento (non mi voglio suicidare) ed il radiatore dalla neve. 
Si accende quasi subito. Accendo la radio, ed attacco il cavetto di ricarica nell'accendisigari. A fatica sento Radio Uno. C'e' una radio privata che trasmette musica da discoteca che si sovrappone spesso alle frequenze.
Eccola la tragedia: La valanga sull'albergo! Sento continuamente la frase "Lotta contro il tempo".
Dicono che si potevano salvare se lo spazzaneve che avevano richiesto il giorno prima fosse arrivato. Ma aveva finito il gasolio. Forse era parente del nostro spazzaneve guasto.
Rientro a casa tristemente. Il cellulare ha una carica misera del 15%. 
Riesco a mandare qualche messaggio di rassicurazione ai miei amici.. che si ostinano a mandare video stupidi e gif animate, mentre la carica si consuma a vista d'occhio, quando mi arriva una chiamata con un numero sconosciuto. 
Chissa' perche' penso sia qualcuno della protezione civile, dell'esercito, della finanza, chissa'. 
Rispondo con l'ultimo gemito della batteria, ed una voce femminile con accento rumeno, mi propone un abbonamento a Tim vision!!!. Click! 
E con questo finita la civiltà...
In realta' la mia civiltà finisce con un "Vaffanculooo" Urlato, ma non è elegante dirlo!

Si sono sccumulati sei giorni senza corrente elettrica e senza linea telefonica. Sei giorni nella neve, con una stufa a legna, e lampada fatta con olio di oliva e stoppino di cotone. Nessun mezzo antinerve sulla strada, nessuna voce, nessun rumore.
Sei giorni lavandosi con l'acqua calda del pentolone sulla stufa, e mangiando quello che si stava scongelando in freezer. Che poi è poca roba nonostante tutto.
E sapete una cosa? 
Non ho parlato del terremoto. Tre orribili scosse che ti fanno balzare il cuore in gola e ti uccidono la speranza. Tre orribili scosse che ti fanno gridare:"E adesso basta!!"
E perche' parlarne? Scappare? e dove? in mezzo a due metri di neve durante una tormenta? 
Ti raggomitoli come un topo e speri di farcela. Non ce' altra possibilita'
si certo. Ce la faremo ancora un'altra volta!, 
E quelli che non ce la faranno, avranno la consolazione morale delle parole dei politici Italiani:
Stiamo lottando contro il tempo.
E' una situazione imprevista.
Non è il momento di polemiche.
Dobbiamo restare uniti.
stiamo facendo il possibile.
L'importante è rimanere un paese unito.
E forse la piu' toccante e sentita, pronunciata dal nostro predidente della regione D'Alfonso:
L'abruzzo non è abiutuato alla "Nevosità".
Se non sapete esattamente dove si trova questa regione Italiana, andate su Google-maps (se avete la corrente, e la linea telefonica) e scoprirete che questa ridente regione, si trova alla latitudine dei Caraibi!

 

 

 
Di Goran (del 01/07/2016 @ 12:03:46, in Generale, linkato 300 volte)

Esattamente cento anni fa, il primo luglio del 1916, alle ore sette e trenta del mattino, a nord della Francia in una regione chiamata “Somme”, migliaia di giovani inglesi uscivano dalle trincee per andare incontro a morte certa. Avevano tutti un’età compresa tra i diciannove ed i venticinque anni. Erano in gran parte volontari. Studenti, poeti, operai. Le trincee tedesche erano ad una distanza tra gli ottocento ed i millecinquecento metri. Il generale inglese Haig pensando che se avessero corso, sarebbero arrivati sulle trincee tedesche senza fiato, ed incapaci di combattere, ordino’ loro di camminare! E camminarono. Camminarono contro le raffiche di mitragliatrici, i colpi di fucile, le esplosioni delle granate e dei “Shrapnel”. Camminarono e morirono a miglia. 58.000 uomini solo nelle prime ore. Qualcosa come cinque volte le vittime dell’operazione di sbarco in Normandia, nella seconda guerra mondiale. Le perdite inglesi sulla Somme, arrivarono in quei giorni ad un totale di 419.654 vittime, quelle francesi 204.253, e quelle tedesce stimate tra 450.000 e i 600.000. Tutto per una striscia di terreno che non superava i cinque kilometri. Erano ragazzi giovani, appena affacciati alla vita. Leoni guidati da asini, come dice la storia. Non hanno avuto una moglie e dei figli, non hanno avuto un futuro o dei sogni da sognare. Erano impauriti, terrorizzati, coscienti di morire, ma avanzarono ugualmente, in nome di un ideale di libertà. Loro probabilmente e la loro non nata progenie, avrebbero capito meglio l’idea di Europa Unita. Ma sono morti in una giornata di luglio di cento anni fa, lasciando il futuro in mano ai politici imboscati ed ai generali, che la prima linea non l’hanno mai vista, ma che erano bravissimi a dare ordini e pontificare su cosa sia giusto o sbagliato. Come per esempio… Camminare incontro alle mitragliatrici.
 
Di Goran (del 15/09/2014 @ 09:29:59, in Generale, linkato 965 volte)
Da ragazzini, si comperavano le figurine "Panini". Quelle dei calciatori per tentare di completare l'album. Per quanti pacchettini ne acquistavi, ne mancava sempre una.. La piu' rara! Ci si metteva li in gruppo, e si scartavano le "Doppie". "Celo celo manca..celo celo celo manca..". I festival li ho fatti tutti. Da Castrocaro al festivalbar, dalla gondola d'oro a San Vincent. Celo celo celo.. San Remo.. Manca! :) Ok ci provo anche quest'anno.. :)
 
Di Goran (del 12/09/2014 @ 15:26:34, in Generale, linkato 788 volte)
Cari amici conosciuti e non. Ho deciso di fare il "Grande" passo e mollare sto' cavolo di Facebook. A parte il gran fiorire di "Gattini, Cuoricini, e inviti a giochi scemi" è diventato un consumo di tempo micidiale e dannoso per qualunque altra mia attivita'. Mi sono accorto che non scrivo piu' nulla sul mio blog da mesi, che non faccio piu' una ricerca musicale o di aggiornamento. Molto spesso questo mezzo diventa anche sfogo per persone leggermente "Disturbate" oltre che una intrusione illusoria nella vita privata di tutti.. Non sono nascosto. La mia mail è in rete sul mio sito, : www.seicorde.com ed anche il numero di telefono per contatti commerciali. A tutti voi, auguro buona permanenza, e mando i piu' cari ringraziamenti.
 
Di Goran (del 03/02/2014 @ 05:42:58, in Generale, linkato 1035 volte)

Una giovane coppia di sposi novelli andó ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina, mentre bevevano il caffé, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo… Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola! Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito: Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa? Il marito le rispose: Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina, io mi sono alzato più presto e, mentre tu ti truccavi, ho pulito i vetri della nostra finestra ! Così è nella vita! Tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare,
 
Di Goran (del 09/01/2014 @ 19:51:06, in Generale, linkato 1228 volte)


La gelosia non ha nulla a che fare con l’amore… infatti la gelosia non è mai presente là dove esiste amore la gelosia non è parte dell’amore, è parte della possessività. Ami un uomo, ami una donna, solo per paura vuoi possedere quella, donna, quell’uomo. Temi che forse un domani vada con qualcun altro. La paura del domani distrugge il tuo oggi e si tratta di un circolo vizioso. Se ami la gelosia non può esistere è qualcosa di assolutamente impossibile. La gelosia rivela soltanto che l’amore non è ancora giunto. Dimostra semplicemente l’assenza dell’amore. Una volta che l’amore inizia a scorrere la gelosia la possessività diventano semplicemente inesistenti. La gelosia è assenza di amore. La gente crede di sapere che cosa sia l’amore .. non lo sa! E il loro malinteso rispetto l’amore crea gelosia. Con amore la gente intende un certo tipo di monopolio una sorta di possessività, ma non comprende un semplice fatto della vita: nel momento in cui possiedi qualcuno, un essere vivente, lo hai ucciso. La vita non può essere posseduta, non la puoi trattenere in un pugno, se la vuoi avere devi tenere le mani aperte. (Osho)
 
Di Goran (del 14/11/2013 @ 08:55:38, in Generale, linkato 1207 volte)



 
Di Goran (del 27/08/2013 @ 08:34:59, in Generale, linkato 1058 volte)

Rajna Dragićević è unaprofessoressa serba di 45 anni. Alla facoltà di Filologia di Belgrado insegna lingua serba, lessicologia, storia della lessicografia e lessicografia pratica. Ha tenuto un discorso durante la festa dei laureandi della sua Facoltà.Parole vere quelle di Rajna Dragićević che si possono estendere non solo alla realtà serba ma al resto del mondo.

Eccovi il testo del suo discorso:

“Cari studenti, stimati colleghi, cari laureandi

nello stesso giorno della vostra festa di laurea sono stati rinviati gli esami per la licenza ginnasiale perché i test sono stati illegalmente pubblicati. E’ solo una delle manifestazioni del crollo del nostro sistema educativo e del sistema sociale a tutti i livelli.

Arrivando alla vostra festa, osservandovi così ben vestiti, sorridenti, giovani e pieni d’energia positiva, mi chiedevo se riuscirete a mantenere il vostro ottimismo anche dopo la laurea e quando vi confronterete con i bassi stipendi, con il mancato rispetto della vostra professione di insegnanti, con studenti abbastanza disinteressati, con i loro genitori sempre disposti a dare ragione ai propri figli (anche se così li danneggiano), con le varie pressioni, con il disprezzo.

Molte cose attorno a voi uccideranno la vostra motivazione. Tuttavia, se chiedete la mia lista delle professioni più alte, io metto nell’ordine: professore, medico, avvocato, giudice, ingegnere e, ripeto ancora, professore. Se chiedete a tutti i genitori del mondo che mestiere vorrebbero per i loro figli, vi risponderanno con le medesime parole.

I vari analfabeti e semianalfabeti che oggi si considerano facilmente manager, le conduttrici e i conduttori di trasmissioni che, sebbene ignoranti, pretendono di essere giornalisti e i cantanti diturbo-folk che si immaginano artisti, per non parlare di vari art director, consulenti finanziari, product designerback office amministratori.

Dietro i sonori nomi di queste professioni spesso si nascondono truffatori che, non riuscendo a stare al passo con i tempi richiesti dallo studio universitario, pensano che la stima si possa ottenere più in fretta e cambiano professioni come se fossero calze sporche.

Non dimenticate che un professore, un medico o un giudice non può autoproclamarsi tale.

Siate orgogliosi della vostra professione che si pratica solo con uno studio perseverante e diligente, con l’autocontrollo, lavorando notte e giorno, rinunciando a molte cose. Non permettete a vari titolari di ristoranti, imprese, aerei privati, case di lusso, persone arroganti, vanitose e autoreferenziali che vi tengano lezioni sul successo.

Non permetteteglielo perché VOI SIETE PROFESSORI, e loro sono solo proprietari di metri quadrati!

Tentano di svalutare il vostro lavoro. Tenete presente che voi siete i custodi della dignità della vostra professione. Il titolo di professore viene acquistato con molto impegno e bisogna fare altrettanta fatica continuando ad investire nel sapere su cui tale titolo si fonda. Rendete conto del vostro comportamento anche fuori della scuola, riflettete sul vostro modo di vestirvi, di mettervi in relazione con i colleghi, con gli studenti e con i loro genitori.

Se vi umiliate ai vostri stessi occhi, sarete osservati con disprezzo anche dagli altri. Siate orgogliosi e convinti del vostro ruolo, decisi nell’intenzione di studiare per tutta la vita perché voi siete PROFESSORI!

Vogliate bene ai vostri studenti. Fate emergere ciò che in loro è nobile, anche se non ne sono coscienti, anche se lo hanno nascosto a se stessi. Alzate il livello della loro autostima. Non regalate loro mai i voti ma fate continuamente in modo che i loro risultati possano migliorare. Riconoscete e stimate il loro impegno. Fate capire che possono avere successo se studiano. Non spegnete la loro volontà.

L’autorità di un insegnante non si conquista con la severità eccessiva, né con il potere arbitrario ma con la giustizia, nella reciproca condivisione. Lodate i migliori perché in questo modo anche gli altri troveranno degli stimoli. Date l’occasione a tutti di essere i migliori, almeno qualche volta.

Non siate i compagni dei vostri studenti. Non avvicinatevi a loro come se lo foste. Costruite voi le regole, i confini e i fili da tenere in mano in aula. Loro sono studenti, VOI SIETE I PROFESSORI!

Non dimenticate che la vostra materia (la lingua e letteratura serba, ndt.) è al primo posto nel registro di classe e che con i vostri studenti passerete più tempo dei vostri colleghi. La vostra influenza sarà più importante. Siate coscienti di questa responsabilità. Come professori di lingua serba, voi siete i custodi della nostra lingua e della nostra cultura.

Insegnate ai vostri studenti ad amare il proprio paese. Spesso si sente che i professori consigliano ai loro migliori studenti di emigrare quanto prima possibile. Il buon successo negli studi è considerato il miglior lasciapassare per andarsene dalla Serbia. Proviamo a capovolgere la prospettiva! Fate vedere agli studenti migliori che proprio loro potranno aiutare la convalescenza del paese perché possa diventare un buon luogo per vivere. Non permettete loro di andarsene, né di lasciare il paese nelle mani di persone non degne.

Dite ai vostri studenti che l’impegno della loro vita è la lotta contro il fango in cui stiamo affondando. Proponete loro il significato della responsabilità civile perché si convincano che nessuno tranne loro potrà ripulire questo paese. Se vi impegnate, vedrete che vi ascolteranno – VOI SIETE I PROFESSORI!

Siate certi che i semi di tutte le riforme economiche, politiche, culturali e morali di questo paese potranno germogliare non solo in famiglia, ma anche nella vostra aula, proprio nelle lezioni di lingua e letteratura serba! Perciò impegnatevi ad essere un modello per i vostri studenti.

Andate alla guerra contro tutte le attricette, gli sponsor falsi, i magnati, gli uomini d’affari e vinceteli.

Voi dovete diventare il loro punto d’orientamento, il faro della loro vita! Per quella guerra avete ogni giorno quarantacinque minuti. Non sono pochi. Vincerete se tutti gli argomenti da insegnare saranno presentati in modo interessante, fresco, emozionante. Otterrete il successo solo se conoscete molte cose, se amate il vostro lavoro e se vi dedicate al vostro impegno.

Gli studenti sono in grado di riconoscerlo in modo infallibile. Non fate caso alla poca preparazione dei vostri colleghi, al fatto che molti non fanno nulla e sono pagati lo stesso, non fate caso al marciume attorno a voi e non arrendetevi. Che la vostra lezione sia un’oasi nel deserto, il punto di luce nel buio, un granello di senso nell’assurdo.

Voi avete una missione: se riuscite a riconquistare l’autorità della scuola e del sapere (che non si possono raggiungere con nessuna legge ma con l’entusiasmo degli insegnanti) tutte le barriere che ostacolano la vita migliore in Serbia cadranno a effetto domino. Dalla lezione di lingua serba alle riforme economiche! Dalla lezione di lingua serba alla lotta contro la corruzione! Dalla lingua serba all’universo!

Il vostro potere è immenso e il vostro compito è di portata strategica. In ciò consiste la differenza fra voi e vari manager, consulenti, coordinatori, amministratori, ricchi proprietari di aziende e altri venditori di nebbia. Nelle loro mani ci sono progetti, aziende, aerei e camion, nelle vostre è il futuro di questo paese. Non dimenticate mai – VOI SIETE I PROFESSORI”.

 
Di Goran (del 09/08/2013 @ 18:35:26, in Generale, linkato 1171 volte)



Splendida 28enne cerca uomo con guadagno di almeno 500mila $.

 LEI: Sono una ragazza bella (anzi, bellissima) di 28 anni.Sono intelligente e ho molta classe.Vorrei sposarmi con qualcuno che guadagni minimo mezzo milione di dollari l’anno. C’é in questo sito un uomo che guadagni ciò? Oppure mogli di uomini milionari che possono darmi suggerimenti in merito?

Ho già avuto relazioni con uomini che guadagnavano 200 o 250 mila $,ma ciò non mi permette di vivere in Central Park West.Conosco una signora che fa yoga con me, che ha sposato un ricco banchiere e vive a Tribeca, non é bella quanto me, e nemmeno tanto intelligente.Quindi mi chiedo, cos’ha fatto x meritare ciò e perché io non ci riesco?Come posso raggiungere il suo livello?

LUI:  Ho letto la sua e-mail con molto interesse, ho pensato profondamente al suo caso e ho fatto una diagnosi della sua situazione. Premetto che non sto rubando il suo tempo, dato che guadagno 500 mila $ l’anno. Detto ciò, considero i fatti nel seguente modo: Quello che Lei offre, visto dalla prospettiva di un uomo come quello che Lei cerca, é semplicemente un pessimo affare. E ciò per i seguenti motivi:

  1. lasciando perdere i blablabla, quello che Lei suggerisce é una negoziazione molto semplice. Lei offre la sua bellezza fisica e io ci metto i miei soldi. Proposta molto chiara, questa. Ma c’é un piccolo problema. Di sicuro, la Sua bellezza diminuirà poco a poco e un giorno svanirà, mentre é molto probabile che il mio conto bancario aumenterà continuamente. Dunque, in termini economici, Lei é un attivo che soffre di deprezzamento, mentre io sono un attivo che rende dividendi.
  2. Lei non solo soffre un deprezzamento ma questo é progressivo ed aumenta ogni anno! Spiego meglio: Oggi Lei ha 28 anni, é bella e continuerà così x i prossimi 5/10 anni, ma sempre un pò meno e all’improvviso, quando Lei osserverà una foto di oggi, si accorgerà che é diventata una pera raggrinzita. Questo significa, in termini di mercato, che oggi lei è ben quotata, nell’epoca ideale x essere venduta, non x essere comprata. Usando il linguaggio di Wall Street, chi la possiede oggi deve metterla in “trading position” (posizione di commercio), e non in “buy and hold” (compra e tieni stretto), che, da quanto sembra, é quello per cui Lei si offre. Quindi, sempre in termini commerciali, il matrimonio (“buy and hold”) con Lei non é un buon affare a medio/lungo termine. In compenso, affittarla per un periodo, può essere, anche socialmente, un affare ragionevole e potremmo pensarci su.

Potremmo avere una relazione per un certo periodo…..Huuummm…. Pensandoci meglio e per assicurarmi quanto intelligente, di classe e bellissima lei é, se possibile, essendo io futuro “affittuario” di tale “macchina”, richiedo ciò che é di prassi: Fare un test drive.

La prego di stabilire data e ora.

 
Di Goran (del 30/07/2013 @ 15:03:27, in Generale, linkato 624 volte)
 
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