Di Goran (del 29/08/2009 @ 10:22:46, in generale, linkato 137 volte)
Dice il saggio:" Per vedere bisogna guardare, per sentire bisogna ascoltare, e per capire, il sistema migliore è farsi delle domande.." C'è un bel video che gira su Youtube e sui vari social-network, intitolato "Ma come facevamo a soppravvivere negli anni sessanta?". Non c'erano le cinture di sicurezza, si giocava per strada tra la polvere e si tornava a casa infangati, si faceva il bagno nei fiumi, ed al massimo ti beccavi un raffreddore. "L'igene"per i bambini era farsi il bagno la domenica prima della messa e lavarsi mani, piedi, viso e denti la sera prima di dormire. Rigorosamente alle 21 e 10, dopo Carosello. La bottiglia del latte in vetro, era a rendere, e l'unica cosa che si buttava era un tappino di alluminio. L'acqua che si beveva era rigorosamente di rubinetto. Si poteva vivere, perche' ti lasciavano vivere. In nome dell'"Igene" hanno eliminato i vuoti a rendere, tutto e' monodose a perdere, e superconfezionato in ambiente sterilizzato. Adesso sicuramente siamo tutti piu' sani.. vero? Il risultato lo potete vedere con i vostri occhi e notare con le vostre tasche. Guardate ai lati delle strade. Carta, sacchetti di plastica, miliardi di bottigliette di acqua minerale, coca cola, barattoli cartoni. E non sto parlando del centro di Napoli o delle grandi città invase dall'immondizia. Ogni strada, vicolo o sentiero, spiaggia o prato e' invaso di materiali che ci metteranno migliaia di anni a scomparire naturalmente. I produttori di plastica e di Packaging, si sono arricchiti, grazie anche a bustarelle e connivenze politiche. Probabilmente pensano di passare la loro serena vecchiaia in qualche paradiso nell'oceano pacifico, lasciando a noi poveri cittadini il regalo di qualche tumore causato degli inceneritori.... Ma il mondo è un sistema chiuso. E la Monnezza galleggia!...
Di Goran (del 21/08/2009 @ 11:57:38, in Musica, linkato 244 volte)
GORAN KUZMINAC Biografia Rileggendo la mia biografia apparsa fino ad ora, sembra che io non abbia fatto altro che collaborare con Tizio e Caio, scrivere canzoni per Sempronio e produrre per mezzo mondo. Se volete quella biografia, andatevela a cercare su Wikipedia o su qualunque enciclopedia musicale italiana, io non la trovo poi tanto interessante. Vorrei invece scrivere qualcosa di diverso che riguarda la mia vita e la mia musica. Iniziamo: Sono nato nella ex Yugoslavia sulle rive del bel Danubio blu, a pochi chilometri da Belgrado. I miei genitori si sono trasferiti in Italia quando avevo sei anni, perche' mio padre che da bambino aveva fatto le scuole a Bressanone e Verona, si era preso in carico una piccola ditta di spazzole e materiale plastico, pur essendo un medico. Ho fatto un'infanzia libera e spensierata in Trentino. Ho imparato a nuotare e pescare nel Sarca (L'affluente del lago di Garda). Ho fatto li' le scuole elementari ed i primi anni delle medie, per poi passare quattro anni in un collegio gesuita in Austria, al "Stella Matutina" di Feldkirch. Quando sono tornato, dritto come un soldatino e molto educato a tavola, suonicchiavo male la batteria, ma avevo capito che la musica mi liberava un pò della mia cronica timidezza. Liceo scientifico a Trento ed università di medicina a Padova. Piu' gli esami diventavano difficili e più io suonavo la chitarra. Un'inverno incontro a Madonna di Campiglio Francesco DeGregori, che aveva appena finito di registrare Rimmel. Lui è quello che ha "Veramente" buttato un sasso nel mio stagno musicale, generando onde che fino ad ora non si sono mai calmate. L'anno dopo, firmai il mio primo contratto discografico, credendo di aver "svoltato", senza sapere che allora bastava bussare alla porta di una qualunque etichetta, che ti facevano subito firmare senza problemi. Erano contratti "Leonini". In pratica qualunque cosa tu producessi, era loro... ed in cambio assolutamente nulla! Ma mi permetteva di frequentare gli uffici ed il bar dell'RCA e di incontrare colleghi piu' bravi ed avanti di me. C'era modo di confrontarsi. Arrivavo a Roma tutto contento per aver scritto una canzone nuova, ma dopo una giornata a sentire le canzoni degli altri, mi deprimevo e tornavo a casa per scrivere qualcosa di meglio. La cosa è durata per anni. Il mondo si divideva tra quelli che avevano già registrato un disco e quelli che invece stavano nel limbo. Ma intanto affinavo la mia tecnica chitarristica, bilanciavo meglio il volume della voce con quello della chitarra, imparavo accordi e giri armonici nuovi. Ascoltavo un sacco di musica. Tantissima energia, pochissima esperienza ed un repertorio striminzito ed inascoltabile. Con le gambe tremanti, iniziai la mia esperienza dal vivo, facendo da "spalla" a tutti quelli che me lo permettevano. Ed erano molti, perche' in fin dei conti erano "amici del bar". Sono stati anni duri quelli fine settanta. Politica dura e violenta, atmosfera cupa. Brigate rosse e polizia. Anni di Contestazioni e di autoriduttori, botte da orbi tutte le sere. Processi pubblici sul palcoscenico ai cantanti. Ho imparato il "Live" in quell'epoca, ed è stata una lezione durissima ma fondamentale. Finalmente dopo un inesistente primo 45giri dal titolo:"Io" con i primi rudimenti del finger style, esce "Stasera l'aria è fresca". Era iniziato il periodo delle radio libere. Tanta voglia di musica. Erano tutti DJ improvvisati. Si trasmetteva dalle soffitte e dalle cantine. Ognuno aveva i suoi dischi preferiti, e li portava con sè anche in vacanza. Succedeva cosi' che un ragazzo di Milano in vacanza in Sicilia, trasmettesse nella piccola radio privata del posto, come ospite... gratis!.. E viceversa. E la musica girava eccome! E cosi' "stasera l'aria e' fresca" prese piano piano il volo. Prima a macchia di leopardo, poi su tutta la penisola. Era suonata in modo strano, era diversa l'atmosfera, il testo era un tormentone. Ma era pur sempre un 45 giri, ed i discografici non capirono se non con molto ritardo che gli era scoppiato un petardo in mano. Passano infatti quasi due anni prima dall'uscita del primo LP :"Ehi ci stai". A quello segui' :"Prove di volo" l'anno dopo, e poi i vari Q concert ed il bagno di folla e di popolarità. Quando tutto succede all'improvviso puo' dare alla testa, ma se sei giovane, il pericolo è ancora piu' grande. L'unica cosa che capivo fino in fondo, era che non volevo fare canzoni "Alla" Battisti o "Alla" Renato Zero ecc., ma solo le mie. Il vecchio ed "illuminato" direttore della RCA se ne era andato, ed al suo posto era subentrato un "Commerciale". Fu quello il periodo in cui dissi:"Chi segue gli altri, non arriverà mai primo", e me ne andai sbattendo la porta. Non trovai altri contratti discografici, ma nemmeno li stavo cercando. Erano gli anni ottanta, quelli della "Disco-music". Le batterie elettroniche, i sintetizzatori, l'immagine al posto del contenuto. Tutto si stava trasformando. Eravamo piu' americani noi degli americani stessi. Le radio si stavano trasformando da libere in Network commerciali, e le etichette discografiche Italiane trovavano piu' conveniente mettere sul mercato prodotti statunitensi già confezionati, che produrre qualcosa di nuovo. Dio denaro!. Io vivevo tranquillamente attraverso la mia rete di concerti, che mi permetteva di avere una casa e di mettere su famiglia. Scrissi musica da film, lavorai in studio come produttore, chitarrista, autore, turnista. Ma da maggio ad ottobre stavo su un palcoscenico. Scrivevo canzoni, ma non producevo dischi. Per quelli (non esistevano ancora i computer e le schede audio) c'era sempre bisogno dell'investimento di una casa discografica che io non avevo. Ho provato ad un certo punto a chiamare le varie CBS, Sony ecc.. ma non riuscivo mai a parlare direttamente con il direttore artistico.Mi passavano sempre il ragazzotto di turno che per mestiere doveva inventare delle scuse. Cosi' smisi di cercare un contratto stabile. Le canzoni che scrivi devi però fotografarle prima che invecchino troppo. Uscì così "Contrabbandieri di musica" con un'etichetta minore ed un investimento fallimentare, ma che servi' ad ungere la mia voglia di scrivere qualcosa di nuovo. Da lì tutto il resto è stato facile. Mi ero sganciato dal: "DEVO" fare un disco, ed ero entrato nel:"HO VOGLIA DI" produrre qualcosa di nuovo. L'era informatica che avanzava, permetteva di ridurre i costi di produzione, e per me che non vendevo una copia fu una manna. Nei lunghi periodi di silenzio che mi erano stati imposti, mi ero appassionato ai computer. Dal Commodore 64 all'Atari. Dalla musica ai video ed alla computer grafica. Potenzialmente mi sono ritrovato dopo molti anni di studio, ad essere il musicista, fonico, arrangiatore, regista, grafico, post-produttore,editore, web-designer, liutaio .. di me stesso. Se la vita fosse piu' lunga, sarei una bella squadra! Negli ultimi anni, e parlo della fine degli anni novanta, inizio duemila, le cose sono andate pian piano cambiando per me. C'è stato un salto generazionale, è intervenuta l'era dei "Media", la crisi della discografia, ed una sorta di perdita di contenuti "Reali" nel nostro modo di vivere. I concerti sono sempre meno, dischi non se ne vendono (per me non è un problema ) ed è difficile trovare qualcosa che non sia una pazzesca compilation negli I-Pod degli adolescenti. I DJ (anche quelli illuminati) non sono liberi di scelgliere cosa trasmettere. Devono seguire una scaletta commerciale sponsorizzata, (se paghi ti trasmettono, se no ciccia) indipendentemente dalla bellezza di una canzone. Si sono riciclate canzoni degli anni sessanta, ottanta, novanta.. ed adesso si torna di nuovo ai sessanta. I vecchi artisti conosciuti escono annualmente con "Nuovi" "live" ,"The best of" o reinterpretazioni di vecchi brani "le Fleurs 1,2,3,4,5". Persino i gruppi emergenti invece di dire la loro, reinterpretano vecchie glorie. Io rimango del credo:"Se non hai nulla da dire è meglio che stai zitto!". Sono diventato storico e, in qualche oscuro modo quasi un "Vecchio saggio" della canzone italiana. Mi premiano continuamente per la "carriera luminosa" o perchè sono stato il "Primo" ad introdurre il finger style nella canzone d'autore italiana. Ogni giorno qualche esploratore della rete, scopre che oltre a :"Stasera l'aria è fresca, Ehi ci stai, Tempo, Stella del nord" ho scritto e scrivo anche altre decine di canzoni molto più belle. Si iscrivono al mio FanClub, e si trasformano in Feddayn incazzati della musica. I miei dischi escono ad intervalli fisiologici. Prima vivo la mia vita, nel modo piu' intenso possibile per avere qualcosa di nuovo qualcosa da raccontare. La domanda che mi viene più spesso rivolta è perchè non sono piu' conosciuto, trasmesso, programmato? Se siete arrivati a leggere fino a qui, la risposta la sapete già: Non telefono ai politici, ho un pessimo carattere, e sono l'ultimo degli idealisti...
Di Goran (del 29/07/2009 @ 12:41:14, in Musica, linkato 166 volte)
Al concerto di Cattolica, ho suonato per la prima volta dal vivo, la canzone "Solo adesso".
E' una ninna nanna. Una canzone che non ho mai scritto quando le mie figlie erano piccole, perche' per l'amore che provavo per loro, ogni cosa mi sembrava inadeguata e fuori luogo. Ora sono grandi, e la canzone e' nata spontanea. Un testo che riflette quello che stavo pensando nel momento della scrittura.
Ma la forza della musica sta proprio qui. Le persone che ascoltano, la fanno propria, e vi si riflettono interamente. Una signora al termine del concerto, attorniata dai suoi tre bellissimi bambini, mi ha abbracciato commossa fino alle lacrime. Questo credo sia il vero pagamento dovuto a chi scrive musica. L'emozione della gente. Ed e' il regalo piu' bello che potessi avere.
Di Goran (del 13/07/2009 @ 19:12:35, in Politica, linkato 412 volte)
Lettera del prete genovese al suo vescovo: "Avete fatto il diavolo a quattro sulle convivenze e sul caso Englaro.Ma assolvete il premier da ogni immoralità"
"Perché trattate così bene Berlusconi?"
Don Farinella scrive al cardinal Bagnasco
"Io e molti credenti crediamo che così avete perduto autorità. Molti si allontanano dalla Chiesa per la vostra morale elastica"
di don PAOLO FARINELLA
Questa lettera, scritta da don Paolo Farinella, prete e biblista della diocesi di Genova al suo vescovo e cardinale Angelo Bagnasco, è stata inviata qualche settimana fa e circola da giorni su internet. Riguarda la vicenda Berlusconi, vista con gli occhi di un sacerdote. Alla luce degli ultimi fatti e della presa di posizione di Famiglia Cristiana che ha chiesto alla Chiesa di parlare, i suoi contenuti diventano attualissimi.
Egregio sig. Cardinale,
viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E' il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.
Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.
Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di "frequentare minorenni", dichiara che deve essere trattato "come un malato", lo descrive come il "drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio". Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell'omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull'inazione del suo governo. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affare pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.
Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la "verità" che è la nuda "realtà". Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell'Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi "principi non negoziabili" e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono "per tutti", cioè per nessuno.
Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all'integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi.
Non date forse un'assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi "parlate per tutti"? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l'immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E' forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l'attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l'8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell'inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.
I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra a stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull'odio dell'avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con "modelli televisivi" ignobili, rissosi e immorali.
Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che taciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l'altro 50% sotto l'influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d'interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa?
Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita "dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale"? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall'eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l'etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant'Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché "anche l'imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa". Voi onorate un vitello d'oro.
Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da "mammona iniquitatis", si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d'oro? Quando il vostro silenzio non regge l'evidenza dell'ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: "troncare, sopire ... sopire, troncare".
Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? "Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo ... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest'urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent'altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire" (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una "bagatella" per il cui perdono bastano "cinque Pater, Ave e Gloria"? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: "Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix" (La Stampa, 8-5-2009).
Mi permetta di richiamare alla sua memoria un passo di un Padre della Chiesa, l'integerrimo sant'Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell'imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: "Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l'anima con il denaro"(Ilario di Poitiers, Contro l'imperatore Costanzo 5).
Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei "per interessi superiori", lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.
Lei ha parlato di "emergenza educativa" che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei "modelli negativi della tv". Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l'arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del "velinismo" o, in subordine, di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al Parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull'altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l'Italia.
Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all'Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: "Non licet"? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro "tacere" porta fortuna.
In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.
Di Goran (del 26/06/2009 @ 19:06:23, in Musica, linkato 226 volte)
Crisi?. No è l'addio definitivo ad un modo miope di gestire una delle risorse umane piu' intime e sentite. La musica. Io, negli anni ottanta, me ne andai da una Mayor, nel momento in cui alla direzione subentrò un Manager proveniente da una multinazionele dei detersivi... DETERSIVI!!!! Uno che era convinto che un artista fosse equiparabile ad un fustino del Dixan. Secondo lui bastava fare una ricerca di marketing, per il colore della copertina, produrre musica commerciabile, caratterizzare l'artista con dei colori o indumenti particolari, ed esporlo nei supermercati. Infatti dopo pochi anni, la piu' grande etichetta discogorafica romana, venne venduta prima ai tedeschi, poi ai giapponesi, ed ora le strutture dove una volta c'erano i piu' bei studi di registrazione del mondo, sono un magazzino commerciale. Miopi? No ciechi! E sulla stessa strada, accecati dal foglietto di Euro sugli occhi, sono i grandi network radiofonici. La buca e' li' davanti a loro, ma non la vedono. Esistono le Playlist! Musica uguale su tutte le reti. Come giri, trovi sempre le stesse cose. Lo stesso sound.. l'identico gusto nauseante della musica senza sapore. Allora attacchi l'Ipod, escludi tutta la pubblicità ed ascolti quello che piace a te. Ma fino a quando? Dopo trent'anni ho fatto forse il piu' bel disco della mia carriera:"Dio suona la chitarra". In sei mesi, ho venduto 500 copie, nonostante l'entusiastica collaborazione di chitarristi come Alex Britti, Antonio Onorato, Andrea Valeri, Mauro De Federicis, e tanti altri. Mi mancavano i soldi per pagare le radio... Ma non erano radio libere?? NO! "Erano".. Ora sono radio "Commerciali", e non ti calcolano proprio, nemeno se cammini sulle acque. Davvero dovrei continuare a fare CD?? Scrivere musica sicuramente, ma investire su qualcosa che non ha futuro?? La mia musica la portero' nei teatri o nelle piazze, fino a quando me lo permetteranno, poi la faro' solo per me e per gli amici piu' intimi. Sono sicuro che tra qualche anno, quello che si potra' ascoltare in radio, sarà solo "Il meglio degli anni sessanta, settanta ottanta novanta..... e STOP!"
Di Goran (del 22/06/2009 @ 10:07:37, in Politica, linkato 188 volte)
Mi sembra di vivere in un circo. Ricordate la storiella di quello che ascoltava la radio andando in macchina?? : "C'e' un pazzo che guida contromano in autostrada", e lui:" Uno??? sono mille! " schivando le automobili che gli venivano incontro... L'altro giorno c'era Roma bloccata per il grande evento del "Concerto per l'Aquila", come protagonisti i Cantanti Italiani. E nello stesso tempo leggo sulla stampa che gli Aerei di stato sono sempre in volo portando la gente piu' strana nelle varie ville disseminate sul territorio. Tutto regolare! A bordo c'e' sempre uno autorizzato! Nessun Costo aggiuntivo per gli Italiani. Dalle fotografie, capisco che non sono aeroplanini Cessna, ma bestioni da trasporto passeggeri dai costi altissimi. Probabilmente li pageranno con i proventi della beneficenza. In Inghilterra, salta mezzo parlamento, per via dei rimborsi gonfiati, qui appena si accorgono che rubi... "Ma devi rubare tanto!" , Ti fanno subito senatore. Il direttore della mia banca, dice che la gente non si rende nemmeno conto di non avere piu' un euro. Ci rimangono male quando deve rifiutare un prestito per un televisore al plasma, facendo notare che forse sarebbe meglio spendere i soldi per qualche kilo di patate.. Mi fanno notare che il successo mediatico di certi politici e' dato anche dall'invidia. E chi non vorrebbe essere al posto del capo multimilionario, circondato da belle ragazze disponibili, in ville megalitiche?? Ti viene da sognare.. specie se stai seduto davanti ad un piatto di pasta aglio,olio & peperoncino..Dato che la bistecca e' arrivata alle stelle. E' tutto incredibile. Ma specialmente e' incredibile la totale mancanza di reazione da parte del popolo pensante. Fino a qualche anno fa avevo un minimo di polso per la situazione reale del paese... Oggi sono quello che guida contromano in autostrada.. Ma un po' di storia me la ricordo. Ricordo che nel 45, quando arrivarono gli Americani, in Italia non c'era nemmeno un fascista! Probabilmente ai raduni Mussoliniani, erano tutte comparse di Cinecittà... Chissà se esistera' un Berlusconiano tra qualche anno...
Di Goran (del 21/06/2009 @ 21:53:54, in generale, linkato 119 volte)
Ad un certo punto, il cervello va in corto circuito. Pur di uscire dal "normale", essere notati, essere diversi, si mettono da parte paure, convenzioni e abitudini. Qualcuno si fa tatuare tutto il corpo, altri, si infliggono il dolore di mille piercing, altri ancora, tra dopanti ed ormoni, si sottopongono a fatiche inumane in palestra per ottenere questi risultati. Ma la mente umana da' comunque sempre delle giustificazioni. La piu' comune e pazzesca, e':" Mi vedo bello/a, cosi'..." Non so perche' ma il fondo della mia normalita' e' comunque turbato dalla visione di tali immagini in Internet.
Di Goran (del 14/06/2009 @ 19:24:38, in Politica, linkato 403 volte)
Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L 'Aquila per presentare il film "Si può fare". Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un'efficace testimonianza per tutti quelli che a L 'Aquila non ci sono ancora stati. HO VISTO L 'AQUILA Lettera a mia moglie scritta ieri notte Ho visto l 'Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia a ciascuno degli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell'unico posto aperto, dove va tutta la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando "Si Può Fare". Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, Anna Maria, Franco e la sua donna. Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo. Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca, stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all'improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c'era la parola "cazzeggio". A venti chilometri dall'Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Là ???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L 'Aquila. Poi c 'è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E ' come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l'importante è che all'esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l 'ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che là va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l 'intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti là è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c 'è più, tutto perduto. Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perchè i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C 'era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest'umanità all'improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato là. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai. Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c 'erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli "Assaggi, assaggi". Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finchè Michele non l'ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini". Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere. Anzi metto in rete questa mia lettera per te. Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.
Di Goran (del 01/06/2009 @ 22:54:53, in Musica, linkato 269 volte)
Ci ho messo una settimana. Lo stavo pensando da quando ho finito il cd. Inizialmente, avrei voluto, un gruppo di vecchietti comunisti nostalgici, vestiti alla marinaretta, che marciavano nel bosco, con le magliette di Lenin, e del Che. Ma poi ho preferito il cartone animato. Mi sa che non esitono piu' comunisti allegri e disponibili per le mattità, in questo periodo. Ma il bimbo con la tutina rossa ed il topo con la gicchetta con su Marx, sono carini da morire!.. Mi sono divertito un sacco devo dire. Ora cercate di farlo girare in qualche modo. Linkatelo, spargete la voce, ditelo ai vostri amici, fatelo sentire alla vostra fidanzata/o... Insomma! Fatemi diventare famoso, perbacco! O al limite voglio un posto come animatore alla Pixar!
Di Goran (del 25/05/2009 @ 19:44:18, in Musica, linkato 182 volte)
Era il 1981. Il ricordo di giornate faticose ma esaltanti. La sensazione che tutto stesse succedendo troppo in fretta. Grande insicurezza, che cercavo di mascherare, facendo finta di sapere cosa stessi facendo. L'incredulità dell'essere riconosciuto per strada. L'illusione che tutto dovesse durare per sempre, e la paura di perdere di vista la musica in tutto quel marasma. Tanti capelli... troppi! Pelle giovane e senza rughe.... Il ricordo di mille alberghi.