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Di Goran (del 30/07/2013 @ 15:03:27, in Generale, linkato 622 volte)
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Di Goran (del 24/07/2013 @ 06:46:50, in Musica, linkato 1414 volte)

ritmo

Ho sempre evitato di occuparmi di Giovanni Allevi, perchè lo trovo semplicemente uno squallido fenomeno da baraccone spacciato per artista. Ritengo oltretutto ridicolo il suo modo di proporsi da ragazzino discolo, ormai oltretutto quasi quarantacinquenne, e da caricatura dell’ artista tormentato dalla ricerca dell’ ispirazione. Un personaggio che mi ricorda irresistibilmente la macchietta del Maestro Ubaldo Scannagatti, “ggenio della mòseca”, raffigurata in modo esilarante da Totò nel film “Totò a colori”. Delle sue creazioni poi, che si riducono a un banale accrocchio di musichette buone al massimo per la suoneria di un cellulare, suonate in un modo che farebbe vergognare uno studente del compimento medio pianistico, me ne importa meno di nulla. Questa volta però ho deciso di dire la mia, perchè il riccioluto ascolano l’ ha sparata decisamente troppo grossa.

Il fatto:

Giovanni Allevi: “Beethoven non aveva il ritmo, Jovanotti sì” (LaPresse)
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO) – Jovanotti ce l’ha, Beethoven no. Il ritmo. Parola di Giovanni Allevi. “A Beethoven manca il ritmo. Quello lo possiede Jovanotti”. Questa è la frase esatta che Allevi ha pronunciato davanti ai giurati del Giffoni Film Festival. Poi ha spiegato perché Lorenzo Cherubini da Cortona sarebbe più “efficace” di Ludwig van Beethoven:
“Un giorno ho capito che dovevo uscire dal polverone e cambiare approccio con la musica, anche se si trattava di quella classica. Stavo ascoltando a Milano la Nona Sinfonia di Beethoven. Accanto a me un bimbo annoiato che chiedeva insistentemente al padre quando finisse. Credo che in Beethoven manchi il ritmo. Con Jovanotti, con il quale ho lavorato, ho imparato il ritmo. Con lui ho capito cos’ è il ritmo, elemento che manca nella tradizione classica. Nei giovani manca l’ innamoramento nei confronti della musica classica proprio perché manca di ritmo”.
Non è la prima volta che il pianista di Ascoli Piceno attacca il mondo della musica classica. Allevi poi ha svelato ai ragazzi del Giffoni la sua amarezza per essere continuamente attaccato:
“Non posso entrare in molti Conservatori italiani, mi dispiace ricevere a volte le contestazioni degli studenti che li frequentano, mi dispiace sapere che non potrò varcare le loro porte, ma so che la cosa importante è raggiungere il cuore della gente. Lì la mia musica può entrare. Mi ha fatto male sapere che persone autorevoli mi consideravano un impostore”.
“La musica è una strega capricciosa, una donna bellissima che mi regala una manciata di note e poi fugge via. Bisogna essere dei dannati per scrivere una musica come quella che compongo io. Per me la musica è una questione di vita e di morte, è qualcosa che mi sconvolge e mi fa dannare”.

Beh intanto, caro signor Allevi, non so se le farà ulteriormente male il sapere che anch’ io, persona tutt’ altro che autorevole, la considero un impostore, proprio come ha detto Lei. Ma vediamo di commentare in modo più dettagliato queste stupidaggini. Dunque, secondo l’ illuminata opinione del genio, Beethoven non avrebbe ritmo e sarebbe noioso perchè annoia i bimbi. A parte il fatto che, in base alla mia esperienza, se fischietti a un qualsiasi bambino europeo le prime note dell’ Inno alla Gioia lui è in grado di riconoscerlo e continuarlo, qui da noi spesso anche ricordandone le parole del testo, secondo il signor Allevi il ritmo sarebbe quella pulsazione sempre uguale caratteristica di tante canzoni odierne? I suoi professori di Conservatorio non gli hanno mai parlato dell’ Allegretto dalla Settima Sinfonia che si basa sulle scansioni della metrica greca antica come il dattilo e lo spondeo? È al corrente il signor Allevi del fatto che il primo tempo della Quinta Sinfonia di Beethoven negli anni Settanta fu addirittura arrangiato per farne un brano di disco music, “A Fifth of Beethoven”, che divenne un successo mondiale e fu anche inserito nella colonna sonora del film “Saturday night fever”? Mi dispiace, ma trovo che sia davvero difficile trovare un concentrato di ignoranza e superficialità maggiore di quello contenuto nell’ affermazione del signor Allevi. Il ritmo, checchè lui ne dica, non è il “bum-bum” che ti fa venir voglia di ballare, è una delle nozioni fondamentali che vengono impartite a chiunque studi musica, la base di qualunque genere musicale, dal Barocco all’ Hard Rock. E secondo quanto affermato da costui, Beethoven non lo saprebbe usare e Jovanotti sì? Complimentoni davvero…

Purtroppo, le sentenze e la stessa figura artistica del signor Allevi non sono altro che il risultato di 30 anni in cui, in Italia, istituzioni e media hanno pervicacemente azzerato il senso critico del pubblico e, peggio ancora, il “piacere del bello”.
Allevi ne è solo l’ ultimo esempio. Ormai non si distingue più l’ artista in base al  talento e alla professionalità, bensì perchè “Piace alla ggggente, quindi è arte”. È il concetto puramente commerciale e utilitaristico della prevalenza dell’ immagine sulla sostanza, soprattutto quando per apprezzare la “sostanza” si richiederebbe una preparazione e una cultura che l’ istruzione sembra decisamente non più in grado, in senso generale, di fornire. Quindi, urge dare alla gente l’ illusione di poter essere acculturati senza sforzo. Il riassunto di “Selezione” per dare l’ illusione di aver letto il romanzo, il bigino per dare l’ illusione di aver studiato. In questo particolare caso, il “personaggio forte e fragile al tempo stesso” per dare l’ illusione della genialità accessibile a tutti.

A questo punto mi viene spontaneo citare Fedele D’ Amico, che scrisse a suo tempo:

“Si possono avere le opinioni più diverse su quale e quanta cultura si possa e debba diffondere fra tutti i cittadini. Ma una cosa dovrebb’ essere pacifica: non che la Fenomenologia dello spirito, neanche le quattro operazioni si possono iniettare con la siringa. Cultura, a qualsiasi livello, è iniziativa e attività”.

Il contrario di quanto propugnano questi personaggi e coloro che li sostengono con la scusa che giovano alla divulgazione. No signori miei, ogni disciplina necessita di una preparazione di base che non può essere elusa: è il fruitore che deve prepararsi, non certo l’ arte imbruttirsi per rendersi maggiormente appetibile. Se voglio leggere un trattato di fisica teorica o di epistemologia metto in conto difficoltà che – pur nella scelta di testi divulgativi – sono connaturate alla disciplina stessa, non pretendo che sia di lettura immediata come la Gazzetta dello Sport. Lo stesso dicasi per la musica d’ arte: si può partire da un repertorio più facile e immediato, ma non mandare tutto “in vacca” per renderla maggiormente fruibile a chi non vuole fare alcun passo per comprenderla. La “musica” di Allevi non ha alcuna valenza divulgativa, esattamente come i romanzi di Federico Moccia non sono la base per instillare nei giovani la passione per la letteratura classica.

Per citare ancora D’ Amico:

“Questa operazione rientra nel consueto obbiettivo della civiltà mercantile, che com’ è noto è la sostituzione del valore di scambio al valore di consumo; e non è se non un’applicazione della tecnica pubblicitaria, consistente nel persuader tutti ad acquistare un certo prodotto in base al solo argomento che, appunto, lo acquistano tutti”.

Due considerazioni per concludere. La prima è che, visto il fatto che questo messere è addirittura invitato a suonare per istituzioni ufficiali come il Senato della Repubblica, c’ è davvero da rallegrarsi del fatto che il Premio Nobel non venga assegnato in Italia. La seconda riflessione è che il signor Allevi è ormai suo malgrado prigioniero di un meccanismo di promozione pubblicitaria che lo obbliga ogni volta ad alzare il tono delle sue dichiarazioni nel tentativo di farsi notare. Alla prossima occasione dirà  che a Vivaldi manca il senso dell’armonia e della forma, a Bach quello del contrappunto, a Verdi quello della melodia, a Mozart e Rossini quello dell’ umorismo. A noi però, giunti a questo punto, comincia a scarseggiare davvero la pazienza…

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Di Goran (del 05/07/2013 @ 23:43:05, in Generale, linkato 1089 volte)

k1

Ecco un articolo pubblicato dal giornale satirico Daily Squib il 27 novembre 2011. Parole sempre più attuali.

by Alfred Heinz

“Gli Stati Uniti stanno tenendo a freno Cina e Russia, e l’ultimo chiodo nella bara sarà l’Iran, che è, naturalmente, l’obiettivo principale di Israele. Abbiamo permesso alla Cina di aumentare la sua forza militare e alla Russia di riprendersi dalla sovietizzazione, per dare loro un falso senso di spavalderia, questo creerà un crollo più veloce per tutti loro insieme. Siamo come un tiratore sveglio che sfida l’inesperto a prendere la pistola, ma quando ci prova, è bang bang. La prossima guerra sarà così grave che una sola superpotenza può vincere, e siamo noi gente. È per questo che l’UE ha tanta fretta di formare un superstato completo perché sanno che sta arrivando, e per sopravvivere, l’Europa dovrà essere un unico stato coeso. La loro urgenza mi dice che loro sanno benissimo che la grande resa dei conti è alle porte. Oh quanto ho sognato questo momento delizioso”.

“Chi controlla il petrolio controlla le nazioni, chi controlla il cibo controlla il popolo“.
Il Signor Kissinger ha poi aggiunto: “Se sei una persona comune, allora puoi prepararti per la guerra spostandoti verso la campagna e mantenendo una fattoria, ma devi portare con te le armi, perchè ci saranno in giro orde di affamati. Inoltre, anche se l’elite avrà i suoi ripari e rifugi speciali, deve essere altrettanto attenta durante la guerra, come i civili semplici, perché anche i loro rifugi possono essere compromessi”.
Dopo una pausa di alcuni minuti per raccogliere i suoi pensieri, il signor Kissinger, ha continuato: “Abbiamo detto ai militari che avremmo dovuto prendere più di sette paesi del Medio Oriente per le loro risorse e hanno quasi completato il loro lavoro. Sappiamo tutti cosa penso dei militari, ma devo dire che questa volta hanno obbedito anche troppo. Resta solo l’ultimo gradino, cioè l’Iran che sarà davvero l’ago della bilancia. Per quanto tempo la Cina e la Russia possono stare a guardare mentre l’America fa il repulisti? Il grande orso russo e la falce cinese saranno risvegliati dal loro sonno e questo accadrà quando Israele dovrà combattere con tutte le sue forze e le sue armi per uccidere più arabi che può. Se tutto andrà bene come speriamo, la metà del Medio Oriente sarà Israeliano. I nostri giovani sono stati addestrati bene più o meno nell’ultimo decennio sulle console dei giochi da combattimento, è stato interessante vedere il nuovo gioco Call of Duty Modern Warfare 3, che rispecchia esattamente ciò che avverrà nel prossimo futuro con la sua programmazione predittiva. I nostri giovani, negli Stati Uniti e in Occidente, vengono preparati perché sono stati programmati per essere buoni soldati , carne da cannone, e quando gli sarà ordinato di uscire in strada e combattere quei pazzi Cinesi e Russi, obbediranno agli ordini. Dalle ceneri noi costruiremo una società nuova, resterà solo una superpotenza, e sarà il governo mondiale che vince. Non dimenticare, gli Stati Uniti, hanno le armi migliori, abbiamo roba che nessun altra nazione ha, e diffonderemo quelle armi nel mondo, quando sarà il momento giusto.” Con una notevole ammissione l’ex Segretario di Stato dell’era Nixon, Henry Kissinger, rivela ciò che sta accadendo in questo momento nel mondo e in particolare in Medio Oriente. Parlando dal suo lussuoso appartamento di Manhattan, l’anziano statista, che compirà 89 anni a maggio, con la sua analisi della situazione attuale, è molto più avanti del forum mondiale di geo-politica ed economia. Fine del colloquio. Il nostro giornalista viene scortato fuori dalla stanza dal sorvegliante di Kissinger.

Henry Kissinger: “If You Can’t Hear the Drums of War You Must Be Deaf”
By Alfred Heinz 27/11/2011

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