Ho detto a mia moglie che mi facevo vedere da uno psichiatra. Mi ha risposto che lei si faceva vedere da uno psichiatra, da un idraulico e da un barista.
Di Goran (del 30/10/2009 @ 14:06:39, in generale, linkato 338 volte)
Mi piacciono le chiese. Mi piace il grande spazio racchiuso tra colonne ed archi. Mi piace l’atmosfera fresca e l’energia che si sente nel silenzio di quell’aria sempre lievemente profumata di incenso.
Ottimi luoghi per pensare e stare con se stessi. Non e’ un fatto religioso. E’ piu’ una sensazione mistica e di ammirazione per l’opera umana rivolta a Dio. Ci sono a volte opere di una bellezza sconvolgente. Intarsi nel legno e nel marmo che hanno richiesto un lavoro incredibilmente accurato. Nessun attrezzo tecnologico. Lume di candela e forza delle braccia. Dita sapienti, ed occhi consumati da anni di lavoro.
Seduto su una panca, pensando dolcemente alla mia vita, lo sguardo mi si e’ posato sulla scala a chiocciola di granito che portava al pulpito. Al centro erano consumati. Granito levigato e consumato da innumerevoli salite e discese. Migliaia di uomini di Dio, di cui non si conoscono ne’ nomi ne’ opere. Migliaia di vite senza ricordo. Si sono perse le parole delle prediche, i pensieri, le esortazioni e le maledizioni. L’anelito a grandi e piccoli ideali. Rimane solo un segno nella pietra del loro passaggio.
Facile farsi prendere da mille pensieri e domande a quel punto. Cosa rimarrà della mia vita? Che segno avro’ lasciato, se anche l’ho lasciato? Sara’ di piu’ o di meno di quei passi millenari?
Un musicista non plasma la pietra, ma le emozioni. Non sono certamenteun gigante come gli immensi ed immortali compositori del passato. Mi accontento di qualche sorriso regalato, qualche amore sbocciato dalle mie canzoni, di qualche momento di energia regalato durante i concerti.
E’ una cosa grande per me. Mi posso ritenere soddisfatto. Esco a schiena dritta, nella luce del sole.