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 Red... di Goran
 
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L'umiltà è la virtù più difficile da conquistare; niente di più duro a morire del desiderio di pensar bene di se stessi.

Thomas Stearns Eliot
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Qui tutto č permesso, tranne le incontestabili cazzate!

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01/03/2012 - Il mio sito ufficiale: - seicorde.com

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Di Goran (del 25/01/2017 @ 23:21:23, in Generale, linkato 151 volte)

La macchina del tempo dell'ENEL e della TIM

Ho pensato molto in questi giorni. 
Perche' ho avuto un sacco di tempo per pensare.
Ho fatto un viaggio indietro nel tempo.
Prima lentamente, poi sempre piu' velocemente, fino a spegnersi di colpo con un Click. 
Sono passato da una società iper-tecnologica ad una situazione di un inverno rurale contadino dell'inizio ottocento. 
Tutto in meno di ventiquattro ore.
Abito da qualche anno in Abruzzo. Una vecchia casa, sulla cima di una collina. La strada provinciale passa a trecento metri di distanza, e la mia strada continua in discesa, attraverso boschi ed altri piccoli insediamenti urbani.
Il paese piu' vicino è Cellino Attanasio, circa tre Kilometri. Una piacevole passeggiata di un'ora, tra andare e tornare.
Il meteo prevede neve. E' normale, in inverno, ed in Abruzzo è ancora piu' normale. Non c'e' stato anno che io ricordi da quando sono qui, che l'aria fredda dei balcani, sorvolando l'adriatico, non si carichi di umidità e ricopra il centro Italia di neve.
Ripeto:" E' normale"!
Inizia la prima nevicata, abbondante ma soffice, portata da un vento teso, e subito si fa buio. 
Mi affaccio alla finestra e vedo tutta la valle scura senza illuminazione. Sono le sei di pomeriggio di un gennaio alle nostre latitudini. 
Cerco una candela nel cassetto delle emergenze. 
Ne è rimasta qualcuna da Natale. Quelle che metti a tavola per dare l'idea della festa. 
Piu' lumini che candele, ma va bene lo stesso, un po' di luce la fanno.
Aspetto. Di solito, durante un temporale a volte fa cosi'. Va e viene, ma poi si stabilizza. 
Guardo un po' preoccupato la carica del cellulare. L'ho caricato stanotte ed ora sta al 60%. 
Ok ce la posso fare, e poi ho la linea fissa per eventuali emergenze. 
Prendo carta e penna e mi trascrivo qualche numero importante dal cellulare. Parenti, amici... E chi si ricorda piu' un numero a memoria?.
Poi mi accorgo di un altro problema. Il telefono fisso è un "Cordless" e funziona pure lui con la corrente elettrica.
In cantina, con una candelina in mano, ritrovo il buon vecchio "Sip" con la rotella. Ok. questo funziona!. 
Sono le otto e mezza di sera. Ho la stufa a legna, ma forse è meglio che faccio un po' di scorta dalla legnaia. Non ho voglia adesso, lo faro' domani mattina. Tanto è di fronte a casa, dieci metri. Che ci vorra' mai?
Fa un po' freddo. il riscaldamento non funziona. In teoria va a metano, ma il bruciatore senza corrente non si accende. Aggiungo un altro piumino nel letto e vado a dormire. Sono le nove di sera. Mi giro e rigiro nel letto.
Poi mi alzo.Non sono abituato ad andare a letto con le galline. 
Ma che posso fare? fuori nevica a vento e non si vede nessuna luce. 
Prendo in mano il vecchio telefono fisso, alzo la cornetta e sento silenzio. E' caduta anche la linea telefonica fissa. Riaccendo il cellulare, 50% di carica, chiamo il 187. Una vocina allegra femminile registrata mi dice che ci sono problemi sulla linea, e di collegarmi al loro sito per sapere l'avanzamento dei lavori. 
Con cosa mi collego??? Non con il cellulare, vorrei risparmiare la carica, e poi sicuramente vorranno codice fiscale, password e login, iscriviti, accetti i cookie? vedi le nostre offerte ecc.. Ci vorra' un'ora per avere una qualche risposta. Spengo e torno a dormire. Fa sempre piu' freddo.
Alle sei sono sveglio. Ovvio. Non dormo mai piu' di otto ore. 
E' buio e fuori nevica ancora, o almeno credo, perche' le finestre sono tutte coperte di bianco e non si vede nulla alla luce della candela. Mi vesto bene, con due maglioni e preparo il caffè. L'alba dovrebbe essere verso le sette e qualcosa.
Appena fa luce, prendo la cesta e mi avvio alla legnaia. 
La porta di casa non si apre. Il vento ha accumulato un metro di neve sul portoncino. 
Spingo con tutte le forze e riesco ad aprire un varco di trenta centimetri. Ne cade in casa mezzo metro cubo, accidenti!! ma esco, e mi trovo davanti un paesaggio incredibile. La neve si è accumulata in dune altissime, portate dal vento. Arrivare fino alla legnaia significa sprofondare fino al petto nel manto nevoso. 
Mi viene in mente il film "Revenant" il redivivo.. solo che lui aveva le racchette da neve, io ho solo dei scarponcini invernali che si bagnano subito.
Ci metto mezz'ora a farmi strada. Riesco ad aprire la porta della legnaia, e scopro che il vento è riuscito ad accumulare attraverso le fessure venti centimetri di neve anche li'.
Con il cuore in gola per lo sforzo carico la cesta e rientro a casa.
Ma non basta. Faccio cinque o sei viaggi, e accumulo legna vicino alla stufa.
E' bagnata, ma riusciro' ad accenderla con quella secca che gia' avevo.
Telefono?? muto.. Corrente elettrica? nemmeno l'ombra. 
Strano.. Sono le due cose primarie in ogni emergenza, la comunicazione e l'energia. Invece sono le due scomparse per prime.
Mi piacerebbe avere qualche notizia, ma senza corrente non funziona nulla. Accendo il telefonino e mi arriva qualche messaggio su watsup. Tutto bene, poca carica al telefono, niente internet ne' corrente.. Tranquilli, ho la stufa e da mangiare.
Da mangiare pasta e riso. Pero' ho anche fagioli secchi e qualche Kilo di farina. I miei nonni dicevano che se hai la farina, puoi sopravvivere alla guerra, e percio' io ne ho sempre un po' di scorta.
Sulla strada la neve si è accumulata e non è passato nessun mezzo comunale. 
Di solito gli altri anni, un trattore con la pala, passava una volta al giorno, per evitare gli accumuli, ma da ieri non si è visto nessuno ed il livello sta diventando preoccupante. Chiamo un mio amico in paese, che mi comunica una notizia sconcertante.
Il nuovo sindaco ha dichiarato che lo spazzaneve è guasto!
Wow! penso, questa si che è una notizia!. 
Normalmente in questi casi un amministratore ne affitta tre, o ne precetta venti, ma il problema lo risolve, mentre qualche meccanico aggiusta il mezzo del comune. Continua a nevicare e non si distinguono piu' i bordi della strada. Il telefonino è quasi senza carica. Sono passate solo 24 ore dall'inizio della nevicata, e sono gia' isolato ed al buio. Penso a quei poveracci in paese che non hanno una canna fumaria e una stufa a legna. Io almeno sto al caldo. Una stanza sola, al buio di nuovo ma al caldo. 
E' gia' passata una giornata e non so cosa fare. Ho cercato di spalare per fare un sentierino verso la legnaia, ma la neve lo ricopre ogni tre ore. Smetto. 
Spalare neve ed uccidere mosche è un mestiere talmente infinito, da risultare inutile.
Alle otto di sera sono di nuovo a letto. Sono stanco e stavolta mi addormento subito.
Ovviamente mi sveglio alle cinque. Nella stufa ancora braci. aggiungo legna, e faccio il caffe'.
Arrivare alla provinciale nemmeno parlarne.
Alla luce del fuoco, impasto un po' di farina e preparo il pane arabo. Alle sette quando il cielo schiarisce, faccio una bella colazione con pane, burro e marmellata, ed esco armato di pala. Mi è venuta un'idea stanotte. Se riesco ad entrare in macchina, e se riesco ad accenderla, potro' ricaricaricare il cellulare, avere notizie e darne. La situazione qui è di completo isolamento, e siamo a 400 metri sopra il livello del mare, figurarsi quelli in montagna.
Infatti dopo aver scavato per ore, arrivo alla portiera della mia vecchia volvo 740. libero il tubo di scappamento (non mi voglio suicidare) ed il radiatore dalla neve. 
Si accende quasi subito. Accendo la radio, ed attacco il cavetto di ricarica nell'accendisigari. A fatica sento Radio Uno. C'e' una radio privata che trasmette musica da discoteca che si sovrappone spesso alle frequenze.
Eccola la tragedia: La valanga sull'albergo! Sento continuamente la frase "Lotta contro il tempo".
Dicono che si potevano salvare se lo spazzaneve che avevano richiesto il giorno prima fosse arrivato. Ma aveva finito il gasolio. Forse era parente del nostro spazzaneve guasto.
Rientro a casa tristemente. Il cellulare ha una carica misera del 15%. 
Riesco a mandare qualche messaggio di rassicurazione ai miei amici.. che si ostinano a mandare video stupidi e gif animate, mentre la carica si consuma a vista d'occhio, quando mi arriva una chiamata con un numero sconosciuto. 
Chissa' perche' penso sia qualcuno della protezione civile, dell'esercito, della finanza, chissa'. 
Rispondo con l'ultimo gemito della batteria, ed una voce femminile con accento rumeno, mi propone un abbonamento a Tim vision!!!. Click! 
E con questo finita la civiltà...
In realta' la mia civiltà finisce con un "Vaffanculooo" Urlato, ma non è elegante dirlo!

Si sono sccumulati sei giorni senza corrente elettrica e senza linea telefonica. Sei giorni nella neve, con una stufa a legna, e lampada fatta con olio di oliva e stoppino di cotone. Nessun mezzo antinerve sulla strada, nessuna voce, nessun rumore.
Sei giorni lavandosi con l'acqua calda del pentolone sulla stufa, e mangiando quello che si stava scongelando in freezer. Che poi è poca roba nonostante tutto.
E sapete una cosa? 
Non ho parlato del terremoto. Tre orribili scosse che ti fanno balzare il cuore in gola e ti uccidono la speranza. Tre orribili scosse che ti fanno gridare:"E adesso basta!!"
E perche' parlarne? Scappare? e dove? in mezzo a due metri di neve durante una tormenta? 
Ti raggomitoli come un topo e speri di farcela. Non ce' altra possibilita'
si certo. Ce la faremo ancora un'altra volta!, 
E quelli che non ce la faranno, avranno la consolazione morale delle parole dei politici Italiani:
Stiamo lottando contro il tempo.
E' una situazione imprevista.
Non è il momento di polemiche.
Dobbiamo restare uniti.
stiamo facendo il possibile.
L'importante è rimanere un paese unito.
E forse la piu' toccante e sentita, pronunciata dal nostro predidente della regione D'Alfonso:
L'abruzzo non è abiutuato alla "Nevosità".
Se non sapete esattamente dove si trova questa regione Italiana, andate su Google-maps (se avete la corrente, e la linea telefonica) e scoprirete che questa ridente regione, si trova alla latitudine dei Caraibi!

 

 

 
Di Goran (del 01/07/2016 @ 12:03:46, in Generale, linkato 299 volte)

Esattamente cento anni fa, il primo luglio del 1916, alle ore sette e trenta del mattino, a nord della Francia in una regione chiamata “Somme”, migliaia di giovani inglesi uscivano dalle trincee per andare incontro a morte certa. Avevano tutti un’età compresa tra i diciannove ed i venticinque anni. Erano in gran parte volontari. Studenti, poeti, operai. Le trincee tedesche erano ad una distanza tra gli ottocento ed i millecinquecento metri. Il generale inglese Haig pensando che se avessero corso, sarebbero arrivati sulle trincee tedesche senza fiato, ed incapaci di combattere, ordino’ loro di camminare! E camminarono. Camminarono contro le raffiche di mitragliatrici, i colpi di fucile, le esplosioni delle granate e dei “Shrapnel”. Camminarono e morirono a miglia. 58.000 uomini solo nelle prime ore. Qualcosa come cinque volte le vittime dell’operazione di sbarco in Normandia, nella seconda guerra mondiale. Le perdite inglesi sulla Somme, arrivarono in quei giorni ad un totale di 419.654 vittime, quelle francesi 204.253, e quelle tedesce stimate tra 450.000 e i 600.000. Tutto per una striscia di terreno che non superava i cinque kilometri. Erano ragazzi giovani, appena affacciati alla vita. Leoni guidati da asini, come dice la storia. Non hanno avuto una moglie e dei figli, non hanno avuto un futuro o dei sogni da sognare. Erano impauriti, terrorizzati, coscienti di morire, ma avanzarono ugualmente, in nome di un ideale di libertà. Loro probabilmente e la loro non nata progenie, avrebbero capito meglio l’idea di Europa Unita. Ma sono morti in una giornata di luglio di cento anni fa, lasciando il futuro in mano ai politici imboscati ed ai generali, che la prima linea non l’hanno mai vista, ma che erano bravissimi a dare ordini e pontificare su cosa sia giusto o sbagliato. Come per esempio… Camminare incontro alle mitragliatrici.
 
Di Goran (del 21/04/2015 @ 09:36:10, in Musica, linkato 714 volte)
Brano proposto per Sanremo 2015.
L'idea era portare i Mayumana sul palcoscenico per creare la ritmica e nel contempo lo spettacolo. Questo video è stato montato velocemente con spezzoni di video miei, e di materiale trovato in rete, per poter presentare visivamente l'idea a Carlo Conti. Scartato Sanremo, poteva diventare la sigla del programma omonimo, ma nemmeno questa seconda possibilità è andata in porto. Chitarra resofonica accordata in G.

 
Di Goran (del 11/10/2014 @ 10:25:24, in Musica, linkato 1417 volte)

La notizia: Licenziati Coro e Orchestra dell'Opera di Roma.

Mi domando: In parlamento siedono personaggi come Razzi, o Gasparri, che non capiscono nemmeno le leggi che firmano. Hanno paghe stratosferiche per essere assolutamente incapaci. Con quello che prendono mensilmente, si potrebbero assumere artisti, che hanno studiato tutta la vita, e che emozionano un mare di persone. Ovviamente qui si parla di "Buon senso", cosa che sembra mancare da un bel po' in questa nostra benedetta penisola.



Il coro e l’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma saranno esternalizzati. E gli attuali componenti licenziati. Lo ha deciso, all’unanimità, il consiglio di amministrazione in accordo con il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Ad annunciare il maxi taglio è stato il sindaco di Roma Ignazio Marino durante una conferenza stampa in Campidoglio. 

Il sindaco della Capitale ha spiegato che coro e professori d’orchestra costano “circa 12 milioni di euro l’anno” e l’obiettivo è “risparmiarne 4,2 l’anno”. I risparmi che si prevedono con il licenziamento collettivo “sono pari a 3,4 milioni. Questo procedimento coinvolgerà 182 unità di personale su 460, non riguarda gli altri 278. Al momento non abbiamo cancellato l’Aida del 27 novembre”. La stagione lirica dello scorso anno era stata compromessa da continui scioperi sindacali che a metà settembre hanno portato alle dimissioni del direttore musicale Riccardo Muti“Si poteva pensare ad un rattoppo temporaneo, senza ambizioni di rinascita, potevamo procedere alla chiusura o a dettare una strategia che puntasse ad una vera e propria rinascita del teatro ed è quello che abbiamo fatto”.

Secondo il primo cittadino “il coro e l’orchestra potranno organizzarsi in associazioni e partecipare alle audizioni e bandi. Dal 1° gennaio 2015 avremo, dunque, un coro e un’orchestra esternalizzati, un modello già sperimentato in altre capitali europee, un modello innovativo”. 

“Scelta dolorosa ma necessaria”, il commento del ministro Franceschini, che ha ricordato come “non dappertutto sia successo questo e anzi con le stesse identiche regole altre Fondazioni lirico sinfoniche, come Scala e Santa Cecilia, all’opposto dell’Opera di Roma, hanno avuto buoni bilanci e ottime relazioni con i musicisti, crescendo di qualità sino a raggiungere i criteri per l’autonomia in base al decreto firmato proprio ieri”.

 
Di Goran (del 15/09/2014 @ 09:29:59, in Generale, linkato 963 volte)
Da ragazzini, si comperavano le figurine "Panini". Quelle dei calciatori per tentare di completare l'album. Per quanti pacchettini ne acquistavi, ne mancava sempre una.. La piu' rara! Ci si metteva li in gruppo, e si scartavano le "Doppie". "Celo celo manca..celo celo celo manca..". I festival li ho fatti tutti. Da Castrocaro al festivalbar, dalla gondola d'oro a San Vincent. Celo celo celo.. San Remo.. Manca! :) Ok ci provo anche quest'anno.. :)
 
Di Goran (del 12/09/2014 @ 15:26:34, in Generale, linkato 785 volte)
Cari amici conosciuti e non. Ho deciso di fare il "Grande" passo e mollare sto' cavolo di Facebook. A parte il gran fiorire di "Gattini, Cuoricini, e inviti a giochi scemi" è diventato un consumo di tempo micidiale e dannoso per qualunque altra mia attivita'. Mi sono accorto che non scrivo piu' nulla sul mio blog da mesi, che non faccio piu' una ricerca musicale o di aggiornamento. Molto spesso questo mezzo diventa anche sfogo per persone leggermente "Disturbate" oltre che una intrusione illusoria nella vita privata di tutti.. Non sono nascosto. La mia mail è in rete sul mio sito, : www.seicorde.com ed anche il numero di telefono per contatti commerciali. A tutti voi, auguro buona permanenza, e mando i piu' cari ringraziamenti.
 
Di Goran (del 14/05/2014 @ 19:09:48, in Musica, linkato 766 volte)
Mi sono deciso. Nessuno suona le mie canzoni in spiaggia. Decisamente sono troppo difficili. Allora una serie di video su Youtube, forse puo' aiutare, e perche' no, dare qualche idea a chi gia' suona, o ha intenzione di iniziare.
 Buona visione, e se vi pare, iscrivetevi al mio canale, per avere le notizie in anteprima.


 
Di Goran (del 18/02/2014 @ 08:27:42, in Musica, linkato 1263 volte)


Da sempre gli artisti sono stati dei "Morti di fame". Nonostante creassero opere di bellezza infinita, sono morti in miseria e incompresi, mentre i soliti "potenti" dell'epoca, incapaci a tutto, se non ad accumulare ricchezza e potere prosp
eravano. Guardate Wolfgan A. Mozart. Qualcuno si ricorda forse chi era l'imperatore d'Austria in quel periodo? o il nome del Principe vescovo di Salisburgo suo padrone?. Pero' lui è sepolto in una fossa comune, morto di tisi e denutrito. Nel mio piccolissimo mi consolo cosi'.
Nessuno ricorda chi era capo del governo nel 1980, ma molti ricordano "Stasera l'aria è fresca - Tempo - Stella del Nord"... 
Forse moriro' di fame, ma sono quasi sicuro che le mie canzoni soppravviveranno ad Angelino Alfano!!! ah ah ah ah ah
 
Di Goran (del 03/02/2014 @ 05:42:58, in Generale, linkato 1032 volte)

Una giovane coppia di sposi novelli andó ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina, mentre bevevano il caffé, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo… Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola! Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito: Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa? Il marito le rispose: Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina, io mi sono alzato più presto e, mentre tu ti truccavi, ho pulito i vetri della nostra finestra ! Così è nella vita! Tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare,
 
Di Goran (del 09/01/2014 @ 19:51:06, in Generale, linkato 1224 volte)


La gelosia non ha nulla a che fare con l’amore… infatti la gelosia non è mai presente là dove esiste amore la gelosia non è parte dell’amore, è parte della possessività. Ami un uomo, ami una donna, solo per paura vuoi possedere quella, donna, quell’uomo. Temi che forse un domani vada con qualcun altro. La paura del domani distrugge il tuo oggi e si tratta di un circolo vizioso. Se ami la gelosia non può esistere è qualcosa di assolutamente impossibile. La gelosia rivela soltanto che l’amore non è ancora giunto. Dimostra semplicemente l’assenza dell’amore. Una volta che l’amore inizia a scorrere la gelosia la possessività diventano semplicemente inesistenti. La gelosia è assenza di amore. La gente crede di sapere che cosa sia l’amore .. non lo sa! E il loro malinteso rispetto l’amore crea gelosia. Con amore la gente intende un certo tipo di monopolio una sorta di possessività, ma non comprende un semplice fatto della vita: nel momento in cui possiedi qualcuno, un essere vivente, lo hai ucciso. La vita non può essere posseduta, non la puoi trattenere in un pugno, se la vuoi avere devi tenere le mani aperte. (Osho)
 
Di Goran (del 17/12/2013 @ 13:20:16, in Musica, linkato 1111 volte)
Questo è l'unico modo di finanziare la musica direttamente. Steve Jobs, diceva: "Siate affamati, siate folli!". Io vi dico: "siate partecipi, e siate curiosi!." Leggete la presentazione, ed i perche' della mia partecipazione a questa idea.Guardate il video. Ascoltate i due brani che ho messo come assaggio. Decidete, e se possibile partecipate a questa avventura.



http://www.musicraiser.com/projects/1939
 
Di Goran (del 14/11/2013 @ 08:55:38, in Generale, linkato 1202 volte)



 
Di Goran (del 05/11/2013 @ 18:07:50, in Economia, linkato 3394 volte)
 
Di Goran (del 02/10/2013 @ 16:45:42, in Musica, linkato 1568 volte)
 
Di Goran (del 02/09/2013 @ 20:43:53, in Economia, linkato 1718 volte)



Mettiamo che Steve Jobs sia nato in Italia. Si chiama Stefano Lavori. Non va all’università, è uno smanettone. Ha un amico che si chiama Stefano Vozzini. Sono due appassionati di tecnologia, qualcuno li chiama ricchioni perchè stanno sempre insieme. I due hanno una idea. Un computer innovativo. Ma non hanno i soldi per comprare i pezzi e assemblarlo. Si mettono nel garage e pensano a come fare. St
efano Lavori dice: proviamo a venderli senza averli ancora prodotti. Con quegli ordini compriamo i pezzi.

Mettono un annuncio, attaccano i volantini, cercano acquirenti. Nessuno si fa vivo. Bussano alle imprese: “volete sperimentare un nuovo computer?”. Qualcuno è interessato: “portamelo, ti pago a novanta giorni”. “Veramente non ce l’abbiamo ancora, avremmo bisogno di un vostro ordine scritto”. Gli fanno un ordine su carta non intestata. Non si può mai sapere. Con quell’ordine, i due vanno a comprare i pezzi, voglio darli come garanzia per avere credito. I negozianti li buttano fuori. “Senza soldi non si cantano messe”. Che fare? Vendiamoci il motorino. Con quei soldi riescono ad assemblare il primo computer, fanno una sola consegna, guadagnano qualcosa. Ne fanno un altro. La cosa sembra andare.

Ma per decollare ci vuole un capitale maggiore. “Chiediamo un prestito”. Vanno in banca. “Mandatemi i vostri genitori, non facciamo credito a chi non ha niente”, gli dice il direttore della filiale. I due tornano nel garage. Come fare? Mentre ci pensano bussano alla porta. Sono i vigili urbani. “Ci hanno detto che qui state facendo un’attività commerciale. Possiamo vedere i documenti?”. “Che documenti? Stiamo solo sperimentando”. “Ci risulta che avete venduto dei computer”.
I vigili sono stati chiamati da un negozio che sta di fronte. I ragazzi non hanno documenti, il garage non è a norma, non c’è impianto elettrico salvavita, non ci sono bagni, l’attività non ha partita Iva. Il verbale è salato. Ma se tirano fuori qualche soldo di mazzetta, si appara tutto. Gli danno il primo guadagno e apparano.

Ma il giorno dopo arriva la Finanza. Devono apparare pure la Finanza. E poi l’ispettorato del Lavoro. E l’ufficio Igiene. Il gruzzolo iniziale è volato via. Se ne sono andati i primi guadagni. Intanto l’idea sta lì. I primi acquirenti chiamano entusiasti, il computer va alla grande. Bisogna farne altri, a qualunque costo. Ma dove prendere i soldi?

Ci sono i fondi europei, gli incentivi all’autoimpresa. C’è un commercialista che sa fare benissimo queste pratiche. “State a posto, avete una idea bellissima. Sicuro possiamo avere un finanziamento a fondo perduto almeno di 100mila euro”. I due ragazzi pensano che è fatta. “Ma i soldi vi arrivano a rendicontazione, dovete prima sostenere le spese. Attrezzate il laboratorio, partire con le attività, e poi avrete i rimborsi. E comunque solo per fare la domanda dobbiamo aprire la partita Iva, registrare lo statuto dal notaio, aprire le posizioni previdenziali, aprire una pratica dal fiscalista, i libri contabili da vidimare, un conto corrente bancario, che a voi non aprono, lo dovete intestare a un vostro genitore. Mettetelo in società con voi. Poi qualcosa per la pratica, il mio onorario. E poi ci vuole qualcosa di soldi per oliare il meccanismo alla regione. C’è un amico a cui dobbiamo fare un regalo sennò il finanziamento ve lo scordate”. “Ma noi questi soldi non ce li abbiamo”. “Nemmeno qualcosa per la pratica? E dove vi avviate?”.

I due ragazzi decidono di chiedere aiuto ai genitori. Vendono l’altro motorino, una collezione di fumetti. Mettono insieme qualcosa. Fanno i documenti, hanno partita iva, posizione Inps, libri contabili, conto corrente bancario. Sono una società. Hanno costi fissi. Il commercialista da pagare. La sede sociale è nel garage, non è a norma, se arrivano di nuovo i vigili, o la finanza, o l’Inps, o l’ispettorato del lavoro, o l’ufficio tecnico del Comune, o i vigili sanitari, sono altri soldi. Evitano di mettere l’insegna fuori della porta per non dare nell’occhio. All’interno del garage lavorano duro: assemblano i computer con pezzi di fortuna, un po’ comprati usati un po’ a credito. Fanno dieci computer nuovi, riescono a venderli. La cosa sembra poter andare.

Ma un giorno bussano al garage. E’ la camorra. Sappiamo che state guadagnando, dovete fare un regalo ai ragazzi che stanno in galera. “Come sarebbe?”. “Pagate, è meglio per voi”.

Se pagano, finiscono i soldi e chiudono. Se non pagano, gli fanno saltare in aria il garage. Se vanno alla polizia e li denunciano, se ne devono solo andare perchè hanno finito di campare. Se non li denunciano e scoprono la cosa, vanno in galera pure loro.

Pagano. Ma non hanno più i soldi per continuare le attività. Il finanziamento dalla Regione non arriva, i libri contabili costano, bisogna versare l’Iva, pagare le tasse su quello che hanno venduto, il commercialista preme, i pezzi sono finiti, assemblare computer in questo modo diventa impossibile, il padre di Stefano Lavori lo prende da parte e gli dice “guagliò, libera questo garage, ci fittiamo i posti auto, che è meglio”.

I due ragazzi si guardano e decidono di chiudere il loro sogno nel cassetto. Diventano garagisti.

La Apple in Italia non sarebbe nata, perchè saremo pure affamati e folli, ma se nasci nel posto sbagliato rimani con la fame e la pazzia, e niente più.
 
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