In collegio erano vietate tre cose: Fumare, bere alcolici, scappare in città senza permesso. Vabbe' era sottinteso che se non ti facevi trovare con i giornaletti porno nell'armadietto, era meglio... Ma i gesuiti su questo erano abbastanza comprensivi. Non per nulla erano tutti grandi intellettuali e gente pratica.
Mia madre fumava, e cosi' mio padre, ma io la prima sigarettta la ebbi da un ragazzo della quarta sezione (quella dei liceali, che avevano la loro camera singola ed il permesso di fumare).
Mi rigiravo questo cilindretto in mano, pregustando chissà quali piaceri. Del resto, i condannati a morte chiedevano l'ultima sigaretta, e cosi' anche gli eroi del vecchio West primqa di un duello.. Doveva essere una cosa buonissima. Quando di nascosto la accesi ebbi una terribile delusione. Che schifo!. Tosse, sapore amarissimo, catrame sulla lingua. Ma il piccolo demone nel mio cervello insisteva sul fatto che sarei diventato grande e rispettato, solo se avessi imparato a succhiare quel cilindretto malefico.
Devo avere un grande fisico senza dubbio. Ho resistito per Quaranta anni esatti da quella prima sigaretta, senza mai smettere.
Ora pero' è l'ora. Non perche' il piccolo demone sia morto o abbia smesso di ripetere:"Tu vuoi fumare!!", ma perche' non gli dò piu' retta.
Facevo fatica a cantare, a ricordare i testi, a stare felicemente su di un palco. Tutto colpa del fumo.
Il piccolo demone ha fatto un errore di troppo.. ha attaccato la mia unica vera grande passione: "La Musica".
