Di Goran (del 22/12/2009 @ 08:42:05, in generale, linkato 211 volte)
Era cinquant'anni fa. I miei nonni materni contadini. La casa in terra battuta, scaldata dalla stufa alimentata coi tutoli del granturco. Tanti bambini. Cuginetti e amici. Dopo la cena si attendeva frementi la mezzanotte. Già il fatto di essere svegli a quell'ora, per noi bambini era un evento speciale. Poi poco prima dello scadere dell'ora fatidica, ci vestivano con berretti e sciarpe, e davano ad ognuno di noi una candela gialla di sego. Si usciva nell'aia dietro il Patriarca, il Nonno, che apriva la processione cantando. Ricordo il freddo. Il manto di neve che scricchiolava sotto i nostri piccoli passi. Il buio della grande Aia contadina, rischiarata solo dalle piccole fiammelle delle candele. Si entrava nella stalla, con le mucche ed i cavalli da tiro, poi vicino al pollaio ed ai maiali, infine nel granaio e nella cucina estiva, sempre cantando. Quando rientravamo infreddoliti in casa, ci attendeva una sorpresa. La nonna aveva nel frattempo coperto il pavimento della cucina con uno strato di paglia, per ricordare la greppia dove nacque Gesu', e vi aveva gettato soldini, e noci. Qualche piccola arancia. Quelli erano i nostri regali. Quando finalmente mi addormentavo dopo tutta quella eccitazione, ero il bambino piu' felice del mondo.