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Psichiatra: un folle, la cui idea fissa è guarire altri folli.

Georges Elgozy
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01/11/2005 - Il sito ufficiale - gorankuzminac.it

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Di Goran (del 14/01/2012 @ 10:54:57, in Musica, linkato 197 volte)

Come ogni anno sto seguendo l'evolversi della "Saga" di S.Remo.
Come ogni anno ho mandato una canzone tra le piu' belle che sto scrivendo per il nuovo Cd.
Come ogni anno non ci ho capito nulla, ne' del regolamento ne' delle modalità per partecipare.
Sembra.. e dico: "sembra", che quest'anno per partecipare bisogna avere con se' un ospite straniero.
Piu' l'ospite è famoso ed internazionalmente riconosciuto, piu' sono le probabilità di venire accettati.
L'ospite non canterà in duetto o suonerà con il partecipante, ma dovrà cantare una canzone Italiana riconosciuta come "Famosa" nel mondo.
Le spese di alloggio, ufficio stampa (scelto dall'organizzazione), cachet dell'ospite, e ammennicoli vari, è a carico del partecipante.
Ovviamente il tutto è ad insindacabile giudizio dell'organizzazione.
Delle canzoni in gara non si fa cenno da nessuna parte.
Allora ho pensato per assurdo:
Convinco Bono Vox a seguirmi sulla riviera ligure. Lo convinco a cantare un famosissimo brano dei Pooh, gli pago la suite reale, e gli do anche un piccolo compenso di cinquecentomila Euro, e poi mi presento in gara con una versione Rock di "La Marianna la va in campagna"...
Potrebbe funzionare secondo voi???
 
Di Goran (del 09/12/2011 @ 13:27:08, in Musica, linkato 262 volte)
 
Di Goran (del 06/11/2011 @ 17:52:45, in In generale, linkato 513 volte)


“Da qualche parte nei tropici le scimmie vengono catturate in questo modo: si lega strettamente al suolo una calabaza (zucca oblunga svuotata e lavorata in modo da servire come boccale) e vi si mette dentro un frutto di cui le scimmie sono particolarmente golose. L’apertura della calabaza è larga esattamente quanto basta perché la scimmia possa raggiungerne l’interno. Ma quando ha preso il frutto, non può più ritirare attraverso l’apertura la sua mano con il frutto. Per essere di nuovo libera basterebbe che lasciasse andare l’esca e tirasse fuori la mano; ma la sua avidità non glielo permette. Così diventa prigioniera di se stessa perché, mentre lei è incapace di lasciare il bottino e di scappare, arrivano i cacciatori e le gettano sopra una rete” (Watzlawick, Il linguaggio del cambiamento)

Non molto diversi dai nostri politici attaccati alla poltrona...

 
Di Goran (del 02/11/2011 @ 17:36:28, in In generale, linkato 299 volte)


Lo sappiamo gia'. Una volta messa una tassa sulla benzina, non verrà mai piu' tolta!
Paghiamo ancora il terremoto del Belice, il disastro del Vajont, La guerra in Abissinia, e da qualche mese a questa parte, anche il contributo per la cultura e per i beni culturali (Pompei).
Nonostante le decine di milioni di euro raccolti, i muri di Pompei crollano ad ogni pioggia.
Non è stato fatto nulla.
Ora dopo l'alluvione in Liguria, i carburanti aumentano ulteriormente con la scusa di aiutare i paesi colpiti. Credete veramente che arriverà un solo euro a chi ha perso tutto??
Be' se ci credete, sono sicuro che avete fede anche nelle proprietà taumaturgiche di Wanna Marchi, ed in quelle del Mago Otelma.
 
Di Goran (del 11/10/2011 @ 18:55:18, in Politica, linkato 418 volte)

Questo è il comunicato stampa di Scilipoti, riguardo il suo parere sul condono..
Parlo diverse lingue, e ne capisco a senso molte altre.. ma sinceramente qui ho dei grossi problemi.
Ovviamente prendo atto della mia pochezza rispetto al lessico e specialmente alla morale di cotanto parlamentare..
Pero' se permettete me la rido di cuore.

Ecco il testo:
«L'insensibilità di Chi pensasse con aprioristici veti di impedire soluzioni utili, reali, definitive ed attese a dimostrare esclusivamente la insopportabile distanza e la tracotante diffidenza che, purtroppo, insistono tra detentori del potere e rappresentanti dello Stato esclusivamente formale e cittadini comuni facenti parte unicamente dello Stato reale, è a terribilmente dimostrare quanto si pensi di poter calpestare utilità sicure, vantaggi pratici ed attese popolari indilazionabili, coniugando la sussistenza di farraginose, non più tollerabili ed insuperate, sterili pendenze, peraltro costose ed assolutamente carenti di vantaggiosi riscontri, con soluzioni di immediatezza e ovvia utilità. Con ciò è a significarsi quanto l’essere pateticamente teoretici congiunga e faccia attanagliare il bieco conservatorismo di facciata, privo di efficacia e latitante di praticità, concretezza e sensibilità alle contrastanti esigenze sia di taglio economico e finanziario statuali, come anche alle attese più sentite di milioni di cittadini indebitati e lacerati nella propria individualità personale e familiare». Lunedì, 10 Ottobre 2011
 
Di Goran (del 09/10/2011 @ 18:55:44, in Musica, linkato 413 volte)
Ci sono voluti trent'anni esatti. Dalle teche nascoste della Rai, mi è arrivato un regalo inaspettato. Non so per quali vie traverse, ma a Tricesimo, Udine, durante il festival di chitarre acustiche:"Madame Guitar", mi si avvicina gentilmente uno spettatore, e si fa riconoscere come il batterista del Q concert con Ron e Graziani... Baci, abbracci e questo regalo...
La cosa inaspettata, è stata Youtube.
Normalmente non fa postare video piu' lunghi di 15 minuti. Invece questo, che è lungo un'ora e 15, se l'è digerito e pubblicato senza fare nessuna storia.
Probabilmente anche il canale video di Google è un nostalgico.
Buona visione, e buoni vecchi ricordi.. Io avevo 28 anni, accidenti!!! : - )

 
Di Goran (del 06/10/2011 @ 18:38:24, in In generale, linkato 352 volte)

Discorso ai neolaureati della Stanford University, il 12 giugno 2005:
"È per me un onore essere qui con voi, oggi, alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per essere onesto, questa è l’esperienza più vicina ad una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.

La prima storia: unire i puntini
Lasciai il Reed College dopo il primo semestre, ma continuai a frequentare in maniera ufficiosa per circa 18 mesi prima di abbandonare definitivamente. Perché mollai?
Tutto cominciò prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata e decise di darmi in adozione. Credeva fortemente che avrei dovuto essere cresciuto da persone laureate e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare alla nascita da un avvocato e da sua moglie. Quando arrivai al mando, però, loro decisero all’ultimo minuto che preferivano una bambina. Così i miei genitori, che erano in lista d’attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte: “C’è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete?”. Loro risposero: “Certamente”. Solo dopo, mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l’adozione. Accettò di farlo mesi dopo, solo quando i miei genitori promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.

Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno costoso tanto quanto Stanford e tutti i risparmi dei miei genitori finirono nelle tasse universitarie. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, a spendere tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando una vita intera. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto si sarebbe risolto nel migliore dei modi. Era piuttosto spaventoso all’epoca, ma guardandomi indietro è stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’attimo stesso in cui abbandonai il college, smisi di seguire i corsi che non mi entusiasmavano e cominciai invece a frequentare quelli che trovavo più interessanti.

Non fu tutto rose e fiori. Non avevo più una camera nel dormitorio ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Riportavo al negozio le bottiglie di Coca Cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. E tutte le domeniche camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente l’unico buon pasto della settimana all’Hare Krishna. Adoravo tutto questo. E quello che trovai seguendo la mia curiosità e la mia intuizione risultò, solo dopo, essere senza prezzo.

Vi faccio subito un esempio. Il Reed College all’epoca offriva probabilmente la migliore formazione del Paese in calligrafia. In tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con grafie bellissime. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito il corso di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai i caratteri serif e sans serif, la differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, quello che rende eccezionale un’eccezionale stampa tipografica. Era bello, storico, artistico e raffinato in un modo che la scienza non è in grado di offrire e io ne ero completamente affascinato.

Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare un’applicazione pratica nella mia vita. Ma dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, tutto quello che avevo imparato mi tornò utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer dotato di una bellissima tipografia. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi mai partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto caratteri tipografici differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non avrei mai frequentato quel corso di calligrafia e i personal computer potrebbero non avere quelle stupende capacità tipografiche che ora hanno. Chiaramente, quando ero al college, era impossibile unire i puntini guardando al futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardarmi indietro.

Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi indietro. Dovete aver fiducia che, in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e ha sempre fatto la differenza nella mia vita.


Seconda storia: l’amore e la perdita
Io sono stato fortunato: ho trovato molto presto quello che amo fare. Io e Woz fondammo la Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Lavorammo duramente e in 10 anni Apple, da quell’azienda fatta di noi due e un garage, si è trasformata in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L’anno prima realizzavamo la nostra migliore creazione – il Macintosh – e io compivo 30 anni. L’anno seguente fui licenziato.
Come si fa ad essere licenziati dall’azienda che tu stesso hai creato? Facile: quando Apple divenne più grande, assunsi qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda insieme a me e per il primo anno le cose andarono molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro cominciarono a divergere e alla fine arrivammo ad uno scontro. Quando questo successe, la commissione dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni, io ero fuori. E in maniera piuttosto plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era perso e io devastato.

Per alcuni mesi non seppi assolutamente che cosa fare. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me – come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Fu talmente un fallimento pubblico che presi anche in considerazione l’ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: amavo ancora quello che avevo fatto. Ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato di un bit questo amore. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.

Non me ne resi conto allora, ma essere licenziato dalla Apple era stata la miglior cosa che mi potesse capitare. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.

Durante i cinque anni successivi fondai un’azienda chiamata NeXT, un’altra azienda chiamata Pixar e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe poi diventata mia moglie. Pixar produsse il primo film d’animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più famoso al mondo. In un significativo susseguirsi di eventi, la Apple comprò NeXT, io ritornai alla Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è ora il cuore dell’attuale rinascita di Apple. E io e Laureen abbiamo una meravigliosa famiglia.

Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina molto amara, ma credo che il paziente ne avesse bisogno. Qualche volta la vita ci colpisce come un mattone in testa. Ma non perdete la fede. Sono convinto che l’unica cosa che mi trattenne dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quello che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita e l’unico modo per essere realmente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre più bello con il passare degli anni. Perciò continuate a cercare finché non lo avrete trovato. Non vi accontentate.


La terza storia: la morte
Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: “Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai ragione”. Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni qualvolta la risposta era “no” per troppi giorni di fila, capivo che c’era qualcosa che doveva essere cambiato.
Ricordarmi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai trovato per fare le grandi scelte della mia vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutte le paure di imbarazzi o fallimenti – svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore per non cadere nella trappola di pensare che abbiamo qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.

Circa un anno fa mi fu diagnosticato un cancro. Alle sette e mezzo del mattino feci la scansione che mostrava chiaramente un tumore al pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che avrei avuto si e no 3 mesi di vita. Mi dissero di andare a casa e sistemare le mie faccende (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa che dovevo prepararmi a dire ai miei figli, in pochi mesi, tutto quello che pensavo di avere ancora una vita per dire. Significa che dovevo essere sicuro che tutto fosse organizzato in modo tale che per la mia famiglia fosse il più semplice possibile. Significa che dovevo dire i miei “addii”.

Vissi con il responso di quella diagnosi per tutto il giorno. Quella sera mi fecero una biopsia, in cui ti infilano un endoscopio giù per la gola, attraverso lo stomaco fino all’intestino per inserire un ago nel pancreas e prelevare alcune cellule del tumore. Io ero sotto anestesia, ma mia moglie – che era lì – mi raccontò che quando i medici videro le cellule al microscopio iniziarono a piangere, perché avevano appena scoperto che avevo una forma di cancro molto rara e curabile con un intervento chirurgico. Mi sottoposi all’intervento chirurgico e adesso sto bene.

Quella fu la volta in cui mi avvicinai di più alla morte e spero che, per qualche decennio, sia anche l’ultima. Essendoci passato, posso parlarvi adesso con un po’ più di certezza di quando la morte fosse per me solo un concetto astratto.

Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. Ma comunque la morte è la meta che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è come deve essere, perché molto probabilmente la morte è la più grande invenzione della vita. E’ l’agente di cambiamento della vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Ora, il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico, ma è la pura verità.

Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e le vostre intuizioni. In qualche modo loro sanno che cosa volete veramente. Tutto il resto è secondario.

Quando ero ragazzo esisteva una meravigliosa rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, che era una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci mise dentro tutto il suo tocco poetico. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e dell’editoria elettronica, quindi la rivista era interamente creata con macchine da scrivere, forbici e polaroid. Era una specie di Google in versione cartacea, 35 anni prima che Google fosse inventato: era idealistica, traboccante di strumenti chiari e concetti meravigliosi.

Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina di questo numero c’era una fotografia di una strada di campagna al mattino presto, quel tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l’autostop se siete abbastanza avventurosi. Sotto la foto erano scritte queste parole: “Stay Hungry. Stay Foolish”, siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi. Stay Hungry. Stay Foolish. Grazie a tutti.
" Steve Jobs

 
Di Goran (del 10/08/2011 @ 20:07:16, in Politica, linkato 647 volte)
I sacrifici. Questa è la parola d'ordine dell'estate 2011.
Tutti sono d'accordo sul fatto che, per non fallire, i sacrifici sono necessari. Nessuno dei dichiaranti però è disposto a farli. Preferisce che siano gli altri a dare il buon esempio.
I cittadini non abbienti, diciamo pure quasi indigenti, hanno già capito che il cerino rimarrà in mano a loro. Sono abituati da tempo alle vessazioni di questo Stato post feudale.
 Hanno le tasse più alte d'Europa, gli stipendi più bassi, tagli decennali ai servizi sociali, a iniziare dalla salute e dalla scuola, e la cancellazione di fatto della pensione.
Lo Stato è diventato un pozzo senza fondo che non ti restituisce più neppure l'eco.
Ora si parla di privatizzazioni, di mettere all'asta i beni pubblici, le aziende dello Stato, dall'ENI all'Enel, per fare cassa.
E' una spoliazione fatta senza il consenso dei cittadini che ne sono i legittimi proprietari. Nessun bene dello Stato va venduto, è anzi vero il contrario per avere una possibilità di sviluppo. Cedere sovranità su aziende chiave per il Paese vuol dire abdicare a qualunque ruolo internazionale, come è avvenuto per la sciagurata cessione a debito di Telecom Italia, che era allora il motore dell'innovazione del Paese, da parte di D'Alema, il merchant banker di Gallipoli.
I sacrifici? Partiamo dai concessionari, da coloro che usano beni pubblici in concessione per farci una montagna di soldi. Per brevità ne cito soltanto due, ma sono molti di più: Benetton e Berlusconi.
Benetton ha la concessione di alcuni rami delle autostrade italiane attraverso Atlantia Spa, società quotata in borsa. Nel 2010 ha realizzato 3,750 miliardi di euro di ricavi con 701 milioni di euro di utili di esercizio. Chiunque paghi il biglietto autostradale sa di quanto siano aumentati i pedaggi negli ultimi anni. Atlantia non è la sola ad avere in concessione autostrade già strapagate dalle nostre tasse, da quelle dei nostri padri e nonni. La domanda da porsi è semplice: "Perché delle società private devono beneficiare di beni dello Stato?". In alcuni Paesi europei le autostrade sono gratuite, in quanto il loro costo è già stato pagato dai cittadini.
Si vuole delegare Atlantia come gestore? Lo si faccia per i soli costi di manutenzione con gare d'appalto. Lo Stato vuole incassare i proventi autostradali per ridurre il debito? Lo faccia! Vuole rendere gratuito il pedaggio, come sarebbe corretto, per diminuire i costi di trasporto che ricadono su imprese e cittadini? Lo faccia. Ma quello che non può fare è arricchire dei privati con beni pubblici.
Veniamo a Berlusconi, l'imprenditùr. Il tizio che oggi chiede "sacrifici" al Paese paga solo l'uno per cento del fatturato della sua azienda per la concessione governativa di tre frequenze nazionali. La gratifica ad vitam la deve al sempiterno D'Alema, che come primo ministro fece approvare la legge 488 del 1999, (pagina 32, articolo 27, comma 9). Credo che sia corretto, in tempi di sacrifici, rivedere la legge e portare l'un per cento del concessionario Berlusconi almeno al 30% (e mi tengo basso) oppure mettere all'asta le frequenze. Cari concessionari, la festa è finita. Prima di chiedere a un qualunque cittadino un solo euro in più, lo Stato deve riprendersi e farsi remunerare ciò che è suo.

"Dal Blog di Beppe Grillo"
 
Di Goran (del 06/08/2011 @ 10:01:47, in Politica, linkato 615 volte)


Il fatto è che in Belgio sono senza governo da mesi, e si stanno accorgendo, che i comuni e le piccole istituzioni, funzionano ugualmente e molto meglio... Pensate se anche gli Italiani si accorgessero di avere un governo di incapaci , ignoranti e spocchiosi, e li tenesse tutti in ferie indefinitamente....
 
Di Goran (del 14/07/2011 @ 00:32:47, in In generale, linkato 738 volte)
Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola, prende un barattolo grande e vuoto di maionese e procede a riempirlo con delle palle da golf. Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno. Gli studenti sono d’accordo e dicono d...i si. Allora il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro il barattolo di maionese. Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf. Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono di nuovo di si. Il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo. Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il barattolo è pieno. Anche questa volta gli studenti rispondono con un si unanime. Il professore velocemente aggiunge due tazze di caffé al contenuto del barattolo ed effettivamente riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia. Allora gli studenti si mettono a ridere. Quando la risata finisce il professore dice: “Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita…Le palle da golf sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l’amore, le cose che ci appassionano. Sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci restassero solo quelle, le nostre vite sarebbero ancora piene. Le palline di vetro sono le altre cose che ci importano, come il lavoro, la casa, la macchina, ecc. La sabbia è tutto il resto: le piccole cose. Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto per le palline di vetro né per le palle da golf. La stessa cosa succede con la vita. Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non avremo mai spazio per le cose realmente importanti. Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità: gioca con i tuoi figli, prenditi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner a cena, pratica il tuo sport o hobby preferito. Ci sarà sempre tempo per pulire casa, per tagliare le erbacce, per riparare le piccole cose… Occupati prima delle palline da golf, delle cose che realmente ti importano. Stabilisci le tue priorità: il resto è solo sabbia”. Uno degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenti il caffè. Il professore sorride e dice: “Sono contento che tu mi faccia questa domanda. E’ solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la vostra vita, c’è sempre posto per un paio di tazze di caffé con un amico!”.
 
Di Goran (del 12/07/2011 @ 05:11:26, in Politica, linkato 516 volte)

Spread, Rating e short selling
Le parole chiave per capire la crisi

Di seguito un glossario dei termini più utilizzati per capire l’attacco della speculazione contro l’euro:

BTP-BUND – Sono titoli di Stato pluriennali italiani (Btp, buoni del tesoro poliennali) e tedeschi (Bund). Con le loro emissioni i due stati si finanziano sui mercati. Il loro rendimento, che viene fissato con un’asta, è un indice della salute finanziaria e della credibilità dei due paesi. Questa mattina sul mercato secondario il Btp decennale ha raggiunto il massimo spread (vedi voce) con i Bund tedeschi: questo significa non solo che per l’Italia diventa più caro ripagare il debito pubblico (vicino al 120% del Pil), ma anche che le previsioni dei mercati sulla salute finanziaria del paese sono negative.

SPREAD – E’ una misura del rischio di insolvenza associato a un titolo di stato e, di conseguenza, della salute finanziaria di un Paese. Tecnicamente è il differenziale, valutato dal mercato, tra il rendimento di quel titolo e il rendimento di un titolo corrispondente di uno Stato considerato privo di rischio, come la Germania. Questa mattina lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi a 10 anni ha superato i 280 punti. E’ un record dall’introduzione dell’euro e indica un aumento del costo per l’Italia di finanziarsi sui mercati. Nuovi picchi hanno raggiunto anche gli spread di Portogallo (1.048 punti) e Irlanda (1.019 punti), ma anche la Francia (62,3 punti) è al massimo livello da marzo 2009.

RATING – Le agenzie di rating sono società private indipendenti che valutano il rischio associato a un titolo o a chi lo emette, sia un ente privato o pubblico, come uno Stato. Il loro giudizio è sintetizzato nel rating, un punteggio (espresso in lettere e cifre) che rappresenta la capacità dell’emittente di far fronte ai propri impegni e ha un enorme impatto sulle decisioni degli investitori. Le principali agenzie di rating – Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch – sono oggetto di forti critiche per il loro ruolo nella crisi. L’Unione europea e l’Fsb sono al lavoro a una riforma per limitare la loro influenza sui mercati.

SOSPENSIONE TITOLI – Per evitare turbolenze eccessive sui mercati, al variare dei prezzi di un titolo oltre una certa soglia (che per le azioni è del 10%) le negoziazioni su quel titolo vengono automaticamente sospese. La sospensione può avvenire anche su decisione discrezionale della Consob. Alla sospensione segue un’asta di volatilità per fissare un nuovo prezzo. Per esempio, questa mattina le azioni della Cir sono state sospese per eccesso di ribasso. In seguito all’asta di volatilità sono state riammesse agli scambi.

VENDITE ALLO SCOPERTO – Le vendite allo scoperto (o ‘short selling’) sono operazioni che sfruttano la possibilità, prevista sui mercati finanziari, di vendere titoli senza averne l’effettivo possesso e di acquistarli solo in seguito per consegnarli alla controparte. Di solito sono legate ad attese – o a speculazioni – su un prezzo in calo e possono rappresentare un ‘pericolo’ e una fonte di ulteriore instabilità dei mercati, se effettuate da grandi investitori come gli hedge fund. Per questo ieri la Consob ha imposto un obbligo di comunicazione per le vendite allo scoperto di dimensioni importanti. L’obbligo scatta per le operazioni che raggiungono lo 0,2% del capitale della società e, successivamente, a ogni variazione pari o superiore allo 0,1% del capitale.

CDS – I Credit default swap (Cds) sono strumenti finanziari derivati che funzionano come un’assicurazione. Chi compra un Cds, infatti, si impegna a pagare al venditore un premio in cambio del rimborso, solo in caso di default, del valore dell’obbligazione oggetto dell’insolvenza (di solito un titolo di Stato). Vengono quotati in termini di spread (vedi voce) e il loro valore è una misura dell’affidabilità dei titoli sottostanti (come il rating, vedi voce). Nascono come derivati di copertura dal rischio ma si sviluppano come strumento speculativo per scommettere sul possibile fallimento di uno Stato o di un emittente privato. Il Parlamento europeo ha approvato la scorsa settimana una relazione in cui ha chiesto maggiori regole e più trasparenza per il mercato dei Cds.

DEFICIT/PIL - Il rapporto deficit/pil è una misura fondamentale del rigore nei conti pubblici di uno Stato. E’ data dal rapporto tra il saldo tra le entrate (principalmente il prelievo fiscale) e le uscite (la spesa pubblica e gli interessi pagati sul debito) di uno Stato e il suo prodotto interno lordo (Pil). All’origine della manovra triennale in discussione al Parlamento c’è l’impegno assunto in sede europea ad azzerare il rapporto deficit-Pil nel 2014. Per il 2011, invece, l’Unione Europea prevede per l’Italia un rapporto del -4,0% (inferiore alla media dell’Eurozona che è del -4,3%) che convive però con un debito pubblico pregresso pari al 120,3% del Pil e secondo solo a quello della Grecia. I criteri fissati a Maastricht per essere ammessi nell’area euro prevedevano un rapporto deficit/Pil inferiore al 3% e un debito pubblico inferiore al 60% del Pil.

PAREGGIO DI BILANCIO – Il pareggio di bilancio è l’obiettivo della manovra, da raggiungere nel 2014. Equivale a un rapporto defict/Pil (vedi voce) pari a zero e la sua credibilità è una variabile fondamentale nell’attacco speculativo di questi giorni, che sfrutta la debolezza del Governo e del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, intervenuto venerdì per tranquillizzare i mercati, non a caso ha definito “credibili il pareggio del bilancio nel 2014 e l’avvio di una tendenza al calo del rapporto debito/pil”. La riduzione del rapporto deficit/Pil è considerata l’unico modo per ridurre lo stock del debito pubblico.
 
Di Goran (del 10/07/2011 @ 14:05:41, in Politica, linkato 490 volte)

Storie di ordinaria rivoluzione: nessuna notizia dall'Islanda?

Qualcuno crede ancora che non vi sia censura al giorno d'oggi?

Allora perchè, se da un lato siamo stati informati su tutto quello che sta succedendo in Egitto, dall'altro i mass-media non hanno sprecato una sola parola su ciò che sta accadendo in Islanda?

Il popolo islandese è riuscito a far dimettere un governo al completo; sono state nazionalizzate le principali banche commerciali; i cittadini hanno deciso all'unanimità di dichiarare l'insolvenza del debito che le stesse banche avevano sottoscritto con la Gran Bretagna e con l'Olanda, forti dell'inadeguatezza della loro politica finanziaria; infine, è stata creata un'assemblea popolare per riscrivere l'intera Costituzione. Il tutto in maniera pacifica. Una vera e propria Rivoluzione contro il potere che aveva condotto l'Islanda verso il recente collasso economico.

Sicuramente vi starete chiedendo perchè questi eventi non siano stati resi pubblici durante gli ultimi due anni. La risposta ci conduce verso un'altra domanda, ancora più mortificante: cosa accadrebbe se il resto dei cittadini europei prendessero esempio dai "concittadini" islandesi?

Ecco brevemente la cronologia dei fatti:

La Glitnir Bank viene dichiarata in bancarotta

  • 2008 - A Settembre viene nazionalizzata la più importante banca dell'Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa sospende tutte le attività: il paese viene dichiarato in bancarotta [1].
  • Le dimissioni di Geir Haarde: cade il governo
  • 2009 - A Gennaio le proteste dei cittadini di fronte al Parlamento provocano le dimissioni del Primo Ministro Geir Haarde [2] e di tutto il Governo - la Alleanza Social-Democratica (Samfylkingin) - costringendo il Paese alle elezioni anticipate [3]. La situazione economica resta precaria. Il Parlamento propone una legge che prevede il risanamento del debito nei confronti di Gran Bretagna e Olanda, attraverso il pagamento di 3,5 MILIARDI di Euro che avrebbe gravato su ogni famiglia islandese, mensilmente, per la durata di 15 anni e con un tasso di interesse del 5,5% [4].
  • I cittadini islandesi scendono in piazza
  • 2010 - I cittadini ritornano a occupare le piazze e chiedono a gran voce di sottoporre a Referendum il provvedimento sopracitato [5] [6].
  • I NO al Referendum vincono col 93% dei voti
  • 2011 - A Febbraio il Presidente Olafur Grimsson pone il veto alla ratifica della legge e annuncia il Referendum consultivo popolare [7]. Le votazioni si tengono ad Aprile ed i NO alle condizioni di pagamento del debito vincono con quasi il 60% dei voti (nel referendum precedente, a Marzo 2010, i NO alla "proposta di rientro" del governo britannico furono il 93%!) [8]. Nel frattempo, il Governo ha disposto le inchieste per determinare giuridicamente le responsabilità civili e penali della crisi. Vengono emessi i primi mandati di arresto per diversi banchieri e membri dell'esecutivo [9] [10]. L'Interpol si incarica di ricercare e catturare i condannati: tutti i banchieri implicati abbandonano l'Islanda [11]. In questo contesto di crisi, viene eletta un'Assemblea per redigere una Nuova Costituzione che possa incorporare le lezioni apprese durante la crisi e che sostituisca l'attuale Costituzione (basata sul modello di quella Danese). Per lo scopo, ci si rivolge direttamente al Popolo Sovrano: vengono eletti legalmente 25 cittadini, liberi da affiliazione politica, tra i 522 che si sono presentati alle votazioni [12]. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori. La nuova Assemblea Costituzionaleinizia il suo lavoro in Febbraio e presenta un progetto chiamato Magna Carta[13] nel quale confluiscono la maggiorparte delle "linee guida" prodotte in modo consensuale nel corso delle diverse assemblee popolari che hanno avuto luogo in tutto il Paese e nei principali social networks [14]. La Magna Carta dovrà essere sottoposta all'approvazione del Parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni legislative che si terranno.

Questa è stata, in sintesi, la breve storia della Ri-evoluzione democratica islandese.

Abbiamo forse sentito parlare di tutto ciò nei mezzi di comunicazione europei?

Abbiamo ricevuto un qualsiasi commento su questi avvenimenti nei noiosissimi salotti politici televisivi o nelle tribune elettorali radiofoniche?

Abbiamo visto nella nostra beneamata Televisione anche un solo fotogramma che raccontasse qualcuno di questi momenti?

SINCERAMENTE NO.

I cittadini islandesi sono riusciti a dare una lezione di Democrazia Diretta e di Sovranità Popolare e Monetaria a tutta l'Europa, opponendosi pacificamente al Sistema ed esaltando il potere della cittadinanza di fronte agli occhi indifferenti del mondo.

Siamo davvero sicuri che non ci sia "censura" o manipolazione nei mass-media?

Il minimo che possiamo fare è prendere coscienza di questa romantica storia di piazza e farla diventare leggenda, divulgandola tra i nostri contatti. Per farlo possiamo usare i mezzi che più ci aggradano: i "nostalgici" potranno usare il telefono, gli "appassionati" potranno parlarne davanti a una birra al Bar dello Sporto subito dopo un caffè al Corso. I più "tecnologicamente avanzati" potranno fare un copia/incolla e spammare questo racconto via e-mail oppure, con un semplice clicksui pulsanti di condivisione dei Social Network in fondo all'articolo, lanciare una salvifica catena di Sant'Antonio su Facebook, Twitter, Digg o GoogleBuzz. I "guru del web" si sentiranno il dovere di riportare, a modo loro, questa fantastica lezione di civiltà, montando un video su YouTube, postando un articolo ad effetto sui loroblog personali o iniziando un nuovo thread nei loro forum preferiti.

L'importante è che, finalmente, abbiamo la possibilità di bypassare la manipolazione mediatica dell'informazione ed abbattere così il castello di carte di questa politica bipartitica, sempre più servile agli interessi economici delle banche d'affari e delle corporazioni multinazionali e sempre più lontana dal nostro Bene Comune.

In fede,

il cittadino sovrano Marco Pala (alias "marcpoling")

«Qui da Madrid è tutto, a voi studio

Note:
[1] BBC.co.uk - Iceland nationalises Glitnir bank, Settembre 2008. (ARTICOLO)
[2] BBC.co.uk - Crisis claims Icelandic cabinet, Gennaio 2009. (ARTICOLO)
[3] BBC.co.uk - Iceland announces early election, Gennaio 2009. (ARTICOLO)
[4] BBC.co.uk - Iceland approves new Icesave deal, Dicembre 2009. (ARTICOLO)
[5] Guardian.co.uk - Iceland's bizarre Icesave referendum, Marzo 2010. (ARTICOLO)
[6] IceNews.is - Fresh wave of protests outside Icelandic parliament, Ottobre 2010. (ARTICOLO)
[7] BBC.co.uk - Iceland president calls referendum on new Icesave deal, Febbraio 2011. (ARTICOLO)
[8] en.Wikipedia - Icelandic loan guarantees referendum, Aprile 2011. (WIKI)
[9] BBC.co.uk - Landsbanki executives arrested in Iceland, Gennaio 2011. (ARTICOLO)
[10] BBC.co.uk - Robert and Vincent Tchenguiz arrested in Iceland probe, Marzo 2011. (ARTICOLO)
[11] TheTelegraph.co.uk - Interpol hunts former Kaupthing chief Sigurdur Einarsson, Luglio 2011. (ARTICOLO)
[12] TheGlobalJournal.net - Iceland Struggles for a New Constitution, Maggio 2011. (ARTICOLO)
[13] BestInGovernment.eu - Is the Icelandic citizen’s revolution an example to follow?, Maggio 2011. (ARTICOLO)
[14] TheGuardian.co.uk - Mob rule: Iceland crowdsources its next constitution, Giugno 2011. (ARTICOLO)

 

da La coscienza di Croma lapa

 
Di Goran (del 09/07/2011 @ 14:04:18, in Musica, linkato 610 volte)


Qualche giorno fa ho " subito" come accade spesso, un'altra intervista telefonica.
Per carità non mi sto lamentando anzi, è promozione. E vorrei aggiungere che da qualche anno a questa parte mi sto pure divertendo un sacco.
Gli intervistatori sono quasi sempre giovani giornalisti che conoscono poco la mia storia musicale, ed è divertente sorprenderli con aneddoti che io ho vissuto di persona mentre loro magari non erano nemmeno ancora nati. L'altro giorno mi ha chiamato un giovane giornalista musicale che oltretutto è anche un musicista. Perciò l'intervista è stata in qualche modo diversa.
Si parlava dell'emozione di palcoscenico, il piacere di scrivere musica, la passione per un lavoro che tale non è, ma semmai un motivo di vita. La domanda che più mi ha colpito è stata quella riguardo l'ispirazione musicale. In pratica si stupiva del fatto che io dopo più di trent'anni di carriera ancora scrivessi canzoni. Mi faceva notare che  colleghi molto più giovani di me si erano fermati proprio per mancanza della cosiddetta:" ispirazione". In questi giorni leggo sui giornali musicali esternazioni di artisti che si sentono finiti. Non ho capito se è un trucco per far parlare di loro oppure se è proprio vero.
Ho cercato in qualche modo di spiegargli che per me la cosa era diversa. Non credo di esserci riuscito, anche perché fino ad ora non ci avevo mai pensato. Poi ragionando tra me e me, come faccio spesso mentre vado in macchina, mi sono spiegato da solo attraverso un banale esempio che cosa è questa misteriosa "ispirazione musicale".
Ho immaginato di essere un pescatore. La chitarra, lo strumento che io suono era il mio amo.Meglio suonavo e più l'amo era appuntito. Intorno a me il fiume della vita che scorre continuamente con i suoi suoni, i suoi ritmi, le sue parole. Basta agganciare una frase di un discorso, o una lontana melodia canticchiata a bassa voce ed è fatta. A casa con la chitarra in mano, e con un'esperienza accumulata in tanti anni, ecco che inaspettatamente nasce la "forma canzone". Non sempre sarà bellissima forse, ma del resto non sempre si riesce a pescare un'orata da cinque chili.
Certo è che se senti senza ascoltare, o guardi senza vedere, ti passeranno davanti branchi di pesci, e tu non te ne accorgerai nemmeno.
 
Di Goran (del 07/05/2011 @ 18:56:59, in Politica, linkato 718 volte)
Mario Borghezio, laureato in Giurisprudenza, è parlamentare europeo, membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni:
- “Le prime medaglie d’oro olimpiche assegnate ad atleti del Nord… dimostrano la superiorità etnica dei padani, anche in questo campo.”
- “Questa parte del Paese non cambia mai, l’Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud.”


"Buttiamo Napoli: dobbiamo stare lontani da quello schifo di città. Mi domando se le condizioni in cui versa Napoli non siano un motivo sufficiente per essere indipendentisti e separatisti da questa parte del Paese. I napoletani e Napoli non fanno parte dell'Europa civile. Bisogna scappare da questo schifo... Noi vogliano essere liberi da questa Napoli che puzza di rifiuti e camorra. Bisognerebbe fare una pulizia radicale".
 
Di Goran (del 30/04/2011 @ 14:08:50, in Musica, linkato 819 volte)


L'ho già scritto, ma lo ribadisco! La parola :"Gratis" è un termine orrendo e menzoniero. La vita di tutti i giorni ce lo conferma continuamente che non si ottiene nulla senza sforzo e lavoro. Ma no! Molti confidano costantemente nella bontà e disponibilità altrui, per trarne dei benefici personali GRATIS!
Parlo di quello che conosco. Ci sono locali famosi nelle grandi città che organizzano la serata zero. E' praticamente una prova generale, per un gruppo od un interprete, prima del tour vero e proprio. Naturalmente... Gratis.
 Ma loro il biglietto d'ingresso lo fanno pagare salato pero', e pure le consumazioni a prezzo maggiorato.
Agli artisti non offrono nemmeno una consumazione, o l'alloggio.
E' promozione!. La chiamano cosi', ed ovviamente non ha prezzo!.. anzi un prezzo lo ha. "GRATIS"!
Lancio un appello a tutti i musicisti. Sia quelli famosi, che di soldi non avrebbero nemmeno bisogno, sia a quelli emergenti, che per un palco pagherebbero di tasca loro.
 Basta! Avete passato una vita intera ad imparare uno strumento, a scrivere canzoni. Notti insonni per aggiustare un'idea di testo o un passaggio armonico. La musica è il mestire piu' bello del mondo ed anche uno dei piu' difficili. Fate rispettare i vostri sogni, il vostro impegno, la vostra professionalità. Sempre!
Che se la facessero loro la musica se sono capaci.
Ma non lo sono.
Perchè gli avvoltoi non sanno cantare.
 
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